Lega, da 5 a un parlamentare a Roma ci sarà solo Andreuzza

VENEZIADelusione e amarezza. Con la base in ebollizione. Ma a domanda il vicesindaco di Venezia, Andrea Tomaello, della Lega, lo dice chiaramente: «Non credo che si saranno scossoni o rimpasti a Venezia o negli altri comuni come Chioggia. Per i comuni i risultati e le maggioranze sono quelle uscite dalle elezioni amministrative, del 2020 per Venezia o del 2021 per Chioggia. Le elezioni politiche sono un'altra cosa. E poi aprire un rimpasto in un comune vorrebbe dire aprirli in tutti».Le fibrillazioni in casa Lega, anche nel Veneziano, sono molte. I vertici locali del movimento hanno ascoltato le parole di Salvini, poi quelle di Zaia. La Lega veneziana riuscirà a portare a Roma un solo parlamentare, Giorgia Andreuzza, di Noventa di Piave, l'unica a essere ricandidata dei cinque uscenti: oltre a lei Alex Bazzaro, Sergio Vallotto, Ketty Fogliani e Nadia Pizzol. «Ci aspettavamo un calo ma il risultato è ben al di sotto delle aspettative, c'è stato un calo generale, a Venezia e in tutto il Veneto», aggiunge Tomaello. Anche nei comuni del Veneto orientale, dove la Lega è sempre stata storicamente più forte, la Lega non riesce a superare il 15% delle preferenze, più o meno la metà rispetto alle ultime elezioni parlamentari. Solo a Caorle è stato raggiunto il 16%. «Mi auguro solo che si acceleri la fase dei congressi, io in questa fase ho cercato di portarli avanti, mancano solo 6 sezioni locali su 41. Poi bisognerà fare quelli provinciale e regionale», aggiunge Tomaello, che aggiunge: «Resta il fatto che andremo al governo e spero che troveremo la giusta sponda per le istanze della città di Venezia, e ovviamente per l'autonomia. Penso ad esempio a Carlo Nordio, eletto con FdI, per il quale potrebbe esserci un incarico di governo. Potrebbe essere un punto di riferimento importante per Venezia». Riccardo Brunello è il capogruppo in consiglio comunale a Venezia della Lega: «Un mea culpa va fatto, a livello di città metropolitana il calo della Lega c'è stato ma a Venezia abbiamo retto meglio. Credo che sia dovuto anche al fatto che c'erano pochi rappresentanti leghisti del territorio candidati. Il mal di pancia nella Lega c'è, è innegabile, una riflessione va fatta. Cambierà qualcosa nel Comune di Venezia? Non credo, le elezioni amministrative e politiche sono due cose diverse. Non credo che ci saranno scossoni o rimpasti». Alle ultime elezioni politiche a livello metropolitano la Lega era oltre il 30%, Fratelli d'Italia non raggiungeva il 5%. Ora la Lega viaggia intorno al 11% mentre il partito di Giorgia Meloni ha conquistato il doppio dei voti. Per ciò che riguarda il voto nel Comune di Venezia la Lega è appena sotto il 10%. Alle ultime elezioni comunali aveva conquistato il 12,4% delle preferenze e Fratelli d'Italia era al 6,6%. Fratelli d'Italia è riuscita quindi a convogliare su di se i voti che erano andati alla Lega ma anche quelli andati alla lista di Brugnaro. Nei comuni dove va più forte, nel Veneto orientale, la Lega si attesta intorno al 15%, e solo a Caorle riesce a superare il 16%. --Francesco Furlan© RIPRODUZIONE RISERVATA