«I veneti autonomisti verso FdI le priorità sono bollette e lavoro»

l'analisiI consensi che vanno e che vengono. Gli (ex?) elettori veneti della Lega disposti a prescindere dall'autonomia, perché le priorità sono altre. E quindi il travaso, quasi matematico, in FdI.In estrema sintesi, è questo il ritratto del voto secondo il politologo Paolo Feltrin. «Meloni ha stravinto, passando dal 4% al 26% a livello nazionale, addirittura al 32% in Veneto. Ma può ridiscendere altrettanto velocemente: lo insegnano le parabole di Renzi, M5S e Lega. Il fatto che nel giro di 7 anni si siano avvicendati questi partiti fa capire quanto poco ideologico sia il voto. Però nessuno immaginava che la maggior parte dei voti, Meloni li avrebbe presi dal Nord».Il Nord per l'autonomia, che vota un partito dichiaratamente centralista: «È vero. Ma per gli elettori veneti, ora, le priorità sono altre: bollette, inflazione, lavoro. E i partiti che superano il 30%, per definizione prendono i voti delle classi basse e medio-basse. Un elettorato la cui principale preoccupazione è di tipo economico». Per questo, il travaso dei voti dalla Lega a FdI è stato quasi matematico: «È evidente. Anche se parte dei vecchi elettori della Lega probabilmente questa volta si è astenuta».C'è poi il Partito Democratico, «Che in Veneto ha fatto meno peggio che altrove. Probabilmente grazie all'attivismo della nuova segreteria regionale» dice Feltrin, «Oltre a questo, al Nord il Pd ha recuperato alcuni voti degli elettori moderati del Movimento 5 Stelle, delusi. Mentre la disfatta a livello nazionale è da ascrivere al tipo di campagna elettorale e al modo in cui è stata condotta».Movimento 5 Stelle, si diceva: un partito che in Veneto fatica ad attecchire. «La prima ragione è il reddito di cittadinanza. Non a caso, al Sud il M5S ha raggiunto punti del 40%» dice Feltrin, «Però il Movimento ha recuperato voti anche al Nord. E questo si deve a una posizione più netta a sinistra, in particolare riguardo al rifiuto degli aiuti all'Ucraina. Gli elettori si chiedono: "Dobbiamo morire, pagando le bollette per l'Ucraina?". Una domanda scomoda e una questione divisiva, molto più di quanto si pensi. Infine, ha inciso il bonus 110%, fortemente sostenuto da Conte. Del resto, è lui l'unico artefice del risultato dei 5 Stelle, non Grillo, né nessun altro». --Laura Berlinghieri© RIPRODUZIONE RISERVATA