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CEGGIAIl bianco era il colore che più amava. E per questo gli amici più stretti, quelli delle tante serate trascorse insieme, hanno deciso di vestirsi di bianco per salutarlo. Bianchi anche i palloncini lanciati al termine della messa. Accompagnati, mentre si levavano in cielo, da un lungo applauso, seguito da alcuni interminabili minuti di silenzio. Tutta Ceggia si è fermata, ieri pomeriggio, per i funerali di Giuliano De Seta, lo studente 18enne dell'istituto Da Vinci di Portogruaro che ha perso la vita in un incidente sul lavoro alla Bc Service di Noventa, dove stava svolgendo uno stage scolastico.Almeno un migliaio di persone ha partecipato alle esequie. Troppe per riuscire a entrare nella chiesa di San Vitale Martire. In centinaia hanno seguito la funzione sul sagrato e sulla strada adiacente alla chiesa, chiusa al traffico dalla polizia locale. Ad accogliere il feretro al suo arrivo sono stati papà Enzo, mamma Antonella Biasi, il fratellino Gabriele e la fidanzata Claudia, stretti in un inconsolabile abbraccio. Tutt'attorno e dentro la chiesa, una folla di amici, compagni di scuola, parenti e conoscenti. Durante i funerali, Ceggia si è fermata in ossequio al lutto cittadino e la comunità ha voluto testimoniare, con la sua presenza, la vicinanza al dramma che ha sconvolto la famiglia De Seta. Alle esequie erano presenti una rappresentanza dell'ufficio scuola del ministero dell'Istruzione, della Regione e tanti sindaci e assessori del Veneto Orientale. Tra questi, oltre al primo cittadino di Ceggia Mirko Marin con la giunta comunale, anche i sindaci Andrea Cereser (San Donà), Florio Favero (Portogruaro, dove studiava Giuliano) e l'assessore Alessandro Nardese di Noventa, il paese in cui si è consumato il dramma lo scorso 16 settembre. Presenti anche alcuni esponenti dei sindacati, che ieri in concomitanza con i funerali hanno proclamato uno sciopero per la sicurezza sul lavoro. A presiedere la funzione il parroco don Alessandro Ravanello. «In questi giorni dolorosi e drammatici», ha detto il sacerdote ai familiari, «avete sentito in tanti modi la vicinanza, l'affetto, il sostegno di amici e persone che hanno conosciuto e incontrato Giuliano. Penso che questa manifestazione di calore umano sia per voi importante e commovente. Vi faccia essere fieri di Giuliano e vi faccia sentire che ora amarlo significherà dare il meglio di voi nella vostra vita». Poi il sacerdote, leggendone anche alcuni scritti, ha tracciato un ricordo di Giuliano De Seta. «Era pieno di vita, allegro, sveglio, sempre sorridente», ha ricordato don Ravanello, «Amava scherzare ed era spensierato. Allo stesso tempo era giudizioso, puntuale, curioso, tenace e gentile. Si stata affacciando con intraprendenza al mondo e non vedeva l'ora di diventare grande e indipendente. Aveva il desiderio di imparare e sperimentare nuove abilità. Guardava al futuro con grandi progetti e attese. Andava contento a lavorare, ne era fiero e desiderava imparare». Al termine della messa, sul sagrato della chiesa, il momento forse più struggente. Prima la lettura di tre lettere scritte dai familiari, dai compagni di scuola e dagli amici del paese. Poi il lancio dei palloncini bianchi, salutato da un applauso e seguito da un silenzio gonfio di dolore, mentre la bara veniva caricata sul carro funebre per il suo ultimo viaggio. In contemporanea a Ceggia, una messa in memoria di Giuliano è stata celebrata anche a Paola, il paese calabro di cui è originaria la famiglia paterna. --© RIPRODUZIONE RISERVATA