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l'intervistaCon la sua vittoria schiacciante, l'estate scorsa, ha anticipato il trend nazionale, mettendo all'angolo la Lega che nel Comune di Jesolo è addirittura fuori dalla maggioranza con Forza Italia e siede all'opposizione. Ora le ragioni del neo sindaco Christofer De Zotti si stanno confermando con la volontà di governare anche da solo senza scendere a compromessi o cedere il passo alle alleanze forzate. Ha vinto senza fare passi indietro, pretendendo la candidatura e sfidando certi poteri consolidati. De Zotti, eletto primo cittadino di Jesolo lo scorso mese di giugno, è iscritto da tempo a Fratelli d'Italia, sostenitore ed estimatore personale di Giorgia Meloni che sul litorale ha consolidato tante amicizie di vecchia data. I giovani Lucas Pavanetto, prossimo consigliere regionale, il vice sindaco Luca Zanotto, il capogruppo Andrea Tomei, oggi ai vertici dell'amministrazione con De Zotti, sono cresciuti avendo come riferimento Giorgia Meloni in Alleanza Nazionale, pagando per anni l'emarginazione, la pregiudiziale fascista, la difficoltà di fare i conti con il passato che non hanno mai negato, pur precisando che per ragioni anagrafiche non potevano essere associati a Mussolini e al fascio.Si è fatta così le ossa la nuova classe dirigente di Jesolo e adesso anche nazionale. Anni di amministrazione dai banchi dell'opposizione per imparare e crescere. Ora è il momento di incassare. Il nuovo volto di questi Fratelli d'Italia è quello dello stesso De Zotti, che è un moderato seppure di centrodestra, vicino alla gente. E ha appena aderito ad Avviso Pubblico che l'ex sindaco di Forza Italia Valerio Zoggia aveva avversato perché soggetto considerato "troppo di sinistra" così come ha ritenuto anche l'amministrazione comunale di Eraclea. Oggi, molti storici "camerati" del litorale hanno iniziato a prendere le distanze da questa compagine. Dopo due mandati all'opposizione di Valerio Zoggia, di cui sembrava inizialmente un potenziale successore, ora De Zotti ha alzato le vele e preso il mare della politica con il vento in poppa. La Lega a Jesolo si è fermata al 14,38 per cento, con il solo feudo di Passarella alla soglia del 20 per cento, e Forza Italia al 7,62 per cento. Brugnaro è al 2,25, mentre Azione e Calenda è al 6,33. Com'è Giorgia Meloni, che lei conosce personalmente? «Ci conosciamo e abbiamo avuto occasioni per incontrarci e sentirci. È una grande donna, soprattutto decisa, ma sa ascoltare le persone che sono competenti nelle varie materie che vuole approfondire di volta in volta. Lei decide, ma solo quando ha le idee chiare e ha ascoltato chi conosce e ha competenza diretta su certi temi e argomenti». Voi trionfate, la Lega sconfitta: a Jesolo avete in qualche modo anticipato quanto accaduto in Italia.«Sì, di fatto il nostro risultato ha anticipato il trend nazionale e credo che questo sia un traguardo davvero importante, frutto di un lavoro costante di coerenza, rispetto della parola data senza scendere a compromessi. Noi abbiamo vinto, anche sulla Lega che è all'opposizione. E a Jesolo Fratelli d'Italia ha superato il 40 per cento, siamo addirittura al 44 per cento, con un risultato davvero storico che premia anche il nostro impegno». Con l'adesione ad Avviso Pubblico lei ha stupito tutti sul litorale, dove altri avevano mantenuto un certo distacco. «È una scelta di adesione programmatica, senza alcun pregiudizio a differenza dei nostri predecessori. Riteniamo sia giusto aderire a questa rete, senza polemiche né esitazioni particolari». Cosa ha convinto di più gli elettori, forse il dato anagrafico come nel vostro caso?«Non credo sia questione di età e dati anagrafici, quanto piuttosto mantenere gli impegni presi con i cittadini e la serietà nell'affrontare i problemi con pragmatismo». Jesolo è tra le città con la percentuale più alta per Fdi.«Jesolo ha fatto la propria parte arrivando al 44 per cento, un dato storico. Ci avevano criticato perché ci saremmo isolati nell'amministrazione, invece adesso abbiamo la stessa linea politica in città a Jesolo, in Regione con Lucas Pavanetto e a Roma con Raffaele Speranzon e credo che questo sia di buon auspico per la nostra città». --Giovanni Cagnassi© RIPRODUZIONE RISERVATA