«Con questi risultati Brugnaro a Venezia starà più attento alle nostre istanze»

Francesco Furlan / VENEZIALa speranza che anche a Venezia si sarebbero potute raggiungere percentuali neppure lontanamente immaginate, si è cementata sabato 10 settembre, con il comizio di Giorgia Meloni in piazza Ferretto.Meloni in piazza Ferretto «E' stato un appuntamento organizzato un po' al buio. Non ci aspettavamo così tante persone, è stato un punto di svolta», dice Raffaele Speranzon, il consigliere regionale eletto in Senato con Fratelli d'Italia. «Il comizio di piazza Ferretto e i messaggi di persone che, tradizionalmente di sinistra, mi hanno fatto sapere che dopo 30 anni avrebbero votato per Giorgia. Questi per me sono stati i due momenti chiave della campagna elettorale», aggiunge Speranzon. FdI è il primo partito a Venezia, dove ha raccolto anche più voti del Pd. Il partito di Meloni ha raggiunto il 25,5% delle preferenze. Il Pd si è fermato al 22,9%. FdI ha raccolto molte preferenze anche tra coloro che, alle amministrative di due anni fa, avevano scelto la civica di Luigi Brugnaro. «Mi sembra abbastanza chiaro dai dati, ma un conto è votare per una lista civica in un'elezione amministrativa, un conto è scegliere per le politiche». Speranzon non chiede rimpasti di giunta, ma «il sindaco è una persona intelligente e quindi è chiaro che avrà una maggiore attenzione per le proposte che arriveranno da FdI, il cui consenso in città è ben più ampio di quello rappresentato in Consiglio». Per Speranzon si vocifera già di un possibile incarico di governo, un possibile posto da sottosegretario. «Non lo so, vedremo, non spetta a me decidere», si schermisce lui, «ma di sicuro io non vado a Roma per fare il peones». cambi di casaccaAnche senza rimpasti di giunta il voto di domenica rischia di creare però delle fibrillazioni nella lista di Brugnaro, dove nelle scorse settimane c'è già stato un cambio di casacca, con il consigliere comunale Enrico Gavagnin che è passato dalla civica del sindaco a FdI. Il partito della Meloni oggi a Ca' Farsetti ha tre consiglieri: oltre a Gavagnin ci sono Maika Canton e Francesco Zingarlini. Ma ci sarebbero altri due consiglieri pronti a cambiare squadra. Anche se non è detto che avvenga in tempi rapidi. Ma, nella sede di Coraggio Italia, si stanno interrogando su chi abbia portato acqua al mulino di FdI piuttosto che a Coraggio Italia. Contatti ci sono stati tra alcuni consiglieri fucsia e il coordinatore provinciale di FdI, Lucas Pavanetto, presidente del consiglio comunale di Jesolo, che prenderà il posto di Speranzon in consiglio regionale dal momento che il neo-senatore dovrà lasciare, come previsto dalla legge, l'incarico a Palazzo Ferro Fini. «Normali confronti politici», dice Pavanetto. I casi Venezia, Mira e jesolo Nell'analisi del voto, oltre all'exploit di Venezia, Pavanetto sottolinea i casi di Mira, Caorle e Jesolo. «A Mira abbiamo preso il 28,3%, un risultato mai raggiunto, primo partito davanti anche al Pd, storicamente molto radicato in questi territorio. A Caorle, dove la Lega ottiene il maggior risultato nel Veneto orientale (16,08%) noi siamo al 39% mentre a Jesolo, dove la sfida è tutta interna al centrodestra e dove c'è un consigliere regionale della Lega molto importante come Renato Martin abbiamo raggiunto il 44% delle preferenze con oltre 5 mila voti». le elezioni a martellago e san donàCon Fratelli d'Italia come nuovo dominus nel centrodestra cambiano i rapporti di forza anche in vista delle prossime elezioni amministrative. Nella primavera del 2023 si andrà a votare a Pianiga, San Stino, San Donà e Martellago. Questi ultimi due sono comuni con il doppio turno elettorale, dove i partiti si presenteranno con i lori simboli. «A Martellago sosterremo il sindaco uscente, Andrea Saccarola, ma rispetto a cinque anni fa presenteremo una nostra lista», dice Pavanetto. Saccarola è un sindaco civico molto vicino alla Lega. «A San Donà, certo senza imposizioni, proporremo alla maggioranza di centrodestra un nostro candidato», aggiunge Pavanetto. E anche per una questione di equilibrio territoriale, se a Martellago il candidato sindaco è vicino alla Lega, è molto probabile che a San Donà, il comune più importante del Veneto orientale, possa essere espressione di Fratelli d'Italia. Il partito della Meloni si presenterà al tavolo della trattativa con la forza dei numeri. FdI a San Donà ha preso il 33,85%, la Lega si è fermata al 12,5% mentre Forza Italia è al 6,8%. --© RIPRODUZIONE RISERVATA