Brugnaro flop, Coraggio vale il 3% Non sfonda il movimento fucsia

VENEZIAParola d'ordine: escludere conseguenze sul piano locale. Ma è evidente che l'ondata elettorale che ha trasformato Fratelli d'Italia nel primo partito - da Cavarzere a San Michele al Tagliamento - porterà a modificare previsioni, candidature e schemi politici. Fa rumore il modesto risultato di Coraggio Italia del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Niente soglia per lui e un imbarazzante risultato nella città capoluogo, dove pure fa il sindaco da sette anni. Un risultato che secondo molti è destinato ad azzerare le ambizioni politiche a livello nazionale e a ridimensionarle sul piano regionale.Il flop rischia di cambiare le carte in tavola, anche a livello amministrativo, dove Fratelli d'Italia conta un solo assessore - l'ex presidente della Provincia Francesca Zaccariotto - e potrebbe ora legittimamente chiedere un maggiore equilibrio.Per il "sindaco del fare" brucia soprattutto il risultato elettorale nel Comune di Venezia, dove Coraggio Italia raccoglie il 3,6 per cento, quando soltanto due anni fa la sua lista civica fucsia, alle Comunali, veleggiava sopra il trenta per cento.Nessuno spazio politico dunque per una formazione che ambiva a rappresentare i moderati ma che non è riuscita nemmeno a raggiungere la soglia del tre per cento che le avrebbe dato diritto a partecipare alla spartizione dei seggi dai listini.Grazie agli accordi politici della vigilia, Brugnaro porta a casa due parlamentari: alla Camera la veneziana Martina Semenzato, espressione di Confindustria (era presidente del Gruppo Vetro fino a poche settimane fa), di fatto una stretta collaboratrice dell'azienda di Brugnaro, e al Senato - nel collegio di Rovereto - Michaela Biancofiore per una manciata di voti.E adesso? Quali scenari si aprono per Coraggio Italia? Nessuno a livello nazionale, dove l'alleanza con il presidente della Liguria Giovanni Toti e con l'ex ministro Maurizio Lupi è già stata consegnata agli archivi sotto la voce: «Tentativi».Diversa la situazione in Comune di Venezia - Brugnaro - che è anche sindaco metropolitano, resterà in sella fino al 2025, ma fino ad allora non sono previsti appuntamenti elettorali. O cambia la legge sul terzo mandato dei sindaci oppure dovrà cercare di avvicinarsi a Giorgia Meloni e riciclarsi dentro al partito del momento. Più complicata l'adesione alla Lega, con cui pure il sindaco divide la maggioranza del consiglio comunale.Di sicuro, la sua leadership appare fortemente ridimensionata: più che a Ca' Farsetti, dove la maggioranza è fatta a sua immagine e somiglianza, sul territorio stesso.Argomenti e scenari che non sfuggono all'erede designato alla poltrona di sindaco di Venezia, quel Simone Venturini particolarmente attivo e visibile sul territorio, apprezzato in maniera bipartisan perchè - da buon democristiano - il suo carattere è privo delle asperità di Brugnaro.Dopo aver giurato il suo sostegno a Coraggio Italia, tuttavia, Venturini si è tenuto abbastanza distante dalla contesa elettorale. Una partita che sempre di più Venturini dovrà giocarsi in proprio.Nel resto del territorio, Coraggio Italia fa il risultato migliore a Santa Maria di Sala, non a caso perché il sindaco Natascia Rocchi è tra i fondatori del movimento: va sopra il sette per cento, superando di poco anche Forza Italia. Ma èun'eccezione. Risultati incoraggianti, ma solo perché superiori al tre per cento, anche a Portogruaro, Campagna Lupia, Dolo, Marcon, Martellago, Spinea, Torre di Mosto. Per il resto, è buio pesto, con Forza Italia sempre largamente al di sopra della lista «Noi moderati». --D.FER.© RIPRODUZIONE RISERVATA