Sofia fa il pieno di medaglie e le dedica alle sue Marche ferite

il casoAndrea MelliAppena diciott'anni e si è già messa al collo quattro medaglie d'oro oltre a una di bronzo, e ha dimostrato come il suo soprannome "formica atomica" sia inversamente proporzionale alla sua grandezza. Perché Sofia Raffaeli, una corporatura minuta e un talento che non sembra conoscere confine, ai Mondiali di ginnastica ritmica di Sofia ha conquistato la medaglia più pregiata anche nell'all-around individuale. Lo ha fatto scrivendo la storia dell'Italia e conquistando il pass per i prossimi Giochi olimpici in programma a Parigi nel 2024, ma soprattutto toccando vette inesplorate: mai, prima di lei, nessuna atleta azzurra si era spinta così in alto. Una vittoria dolcissima, a cui allegare un pensiero tanto toccante quanto ricco di sofferenza. Un pensiero che la Raffaeli ha dedicato alla sua terra, - lei nata nel gennaio 2004 a Chiaravalle, in provincia di Ancona -, quelle Marche profondamente segnate dalla catastrofica alluvione che ha messo in ginocchio parte della regione, e che purtroppo è costata carissima in termini di vite umane. «È per la mia terra, le Marche. Per tutte le famiglie che stanno soffrendo...», sono state le parole di Sofia Raffaeli. Che sarebbe stato un sabato superlativo lo si era capito già dalla mattinata quando, nel corso delle qualifiche, l'atleta delle Fiamme Oro si era piazzata davanti a tutte. E forte anche degli infortuni last minute delle sue due avversarie più temibili, l'israeliana Daria Atamanov e la bulgara Boryana Kaleyn, nel pomeriggio avrebbe poi confezionato la memorabile impresa. Con 133.250 punti ha saputo mettersi alle spalle la tedesca di origini siberiane Darja Varfolomeev (132.450) e la bulgara Stiliana Nikolova (128.800), mentre l'altra azzurra di punta, Milena Baldassarri, ha chiuso in quinta posizione con 124.900. Un trionfo nel trionfo per Sofia, che nell'arco di appena quattro giorni ha vinto (quasi) tutto ciò che poteva vincere: dapprima gli ori alla palla, al nastro e al cerchio, oltre al bronzo alle clavette, e poi il tripudio nell' all-around. Un successo nato grazie all'ultimo impeccabile esercizio con la palla che gli ha fruttato la bellezza di 34.250 punti, punteggio fondamentale per spodestare dal gradino più alto la Varfolomeev, sino a quel momento davanti a tutte, e per fregiarsi del titolo mondiale. La Raffaeli - che aveva ottenuto 33.800 punti al cerchio, 32.250 alle clavette e 32.950 al nastro -, nell'albo d'oro succede alla russa Dina Averina, sempre vincitrice nelle ultime quattro edizioni ma stavolta assente a causa del conflitto russo-ucraino. Ma non solo, perché la vittoria dell'anconetana pone fine all'egemonia dell'Est: dalla prima edizione di Budapest 1963, sul podio si erano sempre alternate atlete sovietiche, bulgare ed ucraine. Delle italiane, almeno sino a ieri, nemmeno l'ombra. Il poker di ori le è valso anche i complimenti della Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport ed ex campionessa olimpica di fioretto, Valentina Vezzali: «Un Mondiale incredibile, sei nella storia». --© RIPRODUZIONE RISERVATA