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Atmosfera carica di dolore ieri all'Itis Leonardo da Vinci. Ci sono alcuni ragazzi, in attesa degli amici, fuori in cortile, e attendono l'ultima campanella. Nessuno di loro è contro gli stage. Si fa avanti un ragazzo di terza superiore, Alex, che è di Ceggia come De Seta ma ancora minorenne. Non si incrociavano quasi mai a scuola, bensì in paese. «Era un ragazzo pieno di passioni» racconta «alcune le avevamo in comune. Animava il Grest estivo. So che gli piacevano gli sport in generale, ma soprattutto i motori. Lo si vedeva spesso in giro per il paese, con la sua allegria contagiosa. Io ritengo che gli stage siano comunque positivi. Li facciamo anche noi di terza, magari alla conclusione dell'anno scolastico, assieme ai ragazzi che frequentano la quarta».All'uscita da scuola, alle 13, un'allegra comitiva di studenti lascia l'istituto, chi per dirigersi verso la stazione ferroviaria, per salire sul treno che li porta a casa; e chi invece sull'autobus, per la stessa finalità. Tra questi c'è un ex compagno di classe di Giuliano, Alessandro Sacconato. «Poi però mi hanno bocciato e lui è salito di grado». Anche Alessandro, che abita a San Stino di Livenza, traccia il ritratto di un bravissimo ragazzo. "«Con lui avevo confidenza soprattutto durante l'ora di italiano. Era una materia che gli piaceva molto. Parlavamo in classe anche in altri contesti, ma di più in quell'ora. Credo avesse anche una buona media». Le frequentazioni però si limitavano solo alla classe. «Pur abitando in due realtà territoriali quasi vicine ci vedevamo soltanto a scuola. Lui era molto impegnato nella sua Ceggia. Posso dire che qui a scuola abbiamo appreso con sgomento la notizia. Siamo tutti addolorati».All'Itis Leonardo c'è un altro studente proveniente dal medesimo paese di Giuliano, ed è Davide, anche lui non ancora maggiorenne. «A Ceggia conosco bene sia lui, sia i suoi migliori amici e la fidanzata» evidenzia «assieme a lui ho frequentato gli incontri preparatori per gli aspiranti animatori del Grest. Era sempre accompagnato dal suo gruppo, erano molto affiatati. Lo incontrai per la prima volta nell'estate 2020. Giuliano era un tipo tranquillo, un ragazzo molto in gamba e alla mano. Un grande. So che aveva lavorato durante la stagione estiva. Gli stage? Sono utili, non vanno aboliti, non è un sistema sbagliato. È accaduto ciò che accade anche da altre parti».A nome del Comune di Portogruaro ha parlato ieri il sindaco Florio Favero. «È una grande tragedia che mi ha toccato profondamente» spiega «L'alternanza scuola-lavoro, se fatta bene è una risorsa. Ancora troppa è la leggerezza nel proteggere dai rischi derivanti dalle lavorazioni. È un problema soprattutto culturale, nonostante la legge che obbliga il datore di lavoro a programmare il lavoro in sicurezza sia del 1998. Sono vicino alla famiglia». --