Arriva la tempesta e il parroco suona le campane di allerta

VIGONOVOArriva la tempesta e il parroco di Vigonovo suona le campane per avvertire la comunità cristiana di quello che sta accadendo. E prega perché la calamità finisca presto. Una antica tradizione religiosa si è riproposta l'altro giorno nel centro rivierasco con la finalità anche di una invocazione per scacciare il maltempo che tanti danni provoca alle attività agricole che nei secoli sono stati quasi unica fonte di sostentamento per la popolazione. È successo venerdì scorso quando su Vigonovo si è abbattuta una forte grandinata. A raccontarlo è lo stesso parroco di Vigonovo don Francesco Frigo. «Quando ho visto che dal cielo scendevano chicchi di grandine grossi come palline da golf», spiega, «sono andato subito in chiesa e ho suonato le campane che servono, dal campanile, ad avvisare i fedeli e la popolazione dell'arrivo della tempesta e dei fulmini. Questi rintocchi vanno suonati con la campana che produce il suono più basso e quella che invece produce il suono più acuto».Il parroco sottolinea come questa tradizione che si perde nei secoli e che veniva praticata fino ai decenni passati, avesse anche un fine molto pratico. «Ora in agricoltura», spiega don Francesco, «si usano cannoni anti grandine. Un tempo invece proprio il propagarsi delle onde sonore dal campanile della chiesa provocava e provoca ancora ora un'azione che rompe i chicchi di grandine più grossi rendendo la tempesta meno disastrosa per i raccolti».In tanti a Vigonovo a ridosso della chiesa di Santa Maria Assunta venerdì scorso non capivano il singolare suono che proveniva dalle campane . «Sicuramente», dice il parroco, «i più giovani non lo ricordavano ma le persone più avanti con l'età, cioè quelle dai 75 anni e gli 80 anni in su, invece sì». Per loro è stato un ritorno a suoni che li hanno riportati indietro nel tempo a quando cioè era giovani e una disastrosa tempesta per le loro famiglie impegnate nelle attività agricole poteva generare un anno di carestia.«Mentre suonavo le campane», conclude don Francesco Frigo, «lo scorso venerdì ho anche pregato. Le mie preghiere sono state accolte, e la grandine si è trasformata in poco tempo in forte pioggia». --Alessandro Abbadir