Gino, Andrea

Filippo Fiorini / barbara (ancona)Simone spiega alla Protezione Civile di come alle undici di sera tutta la valle in cui sorgono le poche case della Contrada Coste, nel comune di Barbara (Ancona), si fosse ormai trasformata nel letto del torrente Nevola. Racconta di come lui (21 anni), sua madre Brunella (56) e sua sorella Noemi (17) abbiano cercato di salvarsi prendendo due auto diverse e dirigendosi in direzioni opposte, venendo comunque travolti tutti e tre. Il ragazzo, che era solo, è riuscito a uscire dal veicolo, si è aggrappato alla pianta che l'ha salvato, ma ha visto l'altra auto sparire. Sta aiutando i colleghi a pulire dal fango il mulino in cui lavora, di fronte a casa, quando arrivano i carabinieri e gli chiedono di seguirlo. Hanno trovato il corpo di Noemi e dal bilancio dell'alluvione che giovedì notte ha fatto strage nelle Marche, va tolto un nome dai dispersi e spostato tra i morti: dieci le persone che hanno perso la vita. Tre, tra cui due bambini di 8 e 10 anni, quelle per cui si tiene viva una speranza sempre più debole, con l'aiuto di droni, elicotteri e le squadre a piedi.La località che conta il maggior numero di vittime è Pianello d'Ostra. Qui a colpire è stato il torrente Misa, che invece di invadere i campi e travolgere le case coloniche, come è accaduto a Barbara con il Nevola, si è preso la strada ed è entrato nelle palazzine. Da via Del Fiume è straripato per via della Chiusa e per via Ex Arceviese. Solo in quest'ultima strada, si sono registrate tre delle cinque morti di una frazione di mille e quattordici abitanti.Mario accumula fuori dalla porta i mobili e le sue cose deformate dall'acqua. Le spinge dove la ruspa le carica e le ammucchia con la malta, insieme agli altri resti del paese. «Giuseppe era mio amico. Eravamo stati insieme al bar due ore prima. Andavamo a giocare alla ruzzola (sport tradizionale locale, ndr), litigavamo per il calcio. Ieri notte lo chiamavo dalla finestra, ma non mi rispondeva. Se avessi saputo che era là sotto, ci sarei andato». Si ferma un attimo, piange. Poi si scusa. Sta parlando di Giuseppe Tisba, 60 anni, lavorava in un'azienda di bibite. È morto per richiamare suo figlio Andrea (25 anni, fresco di laurea in ingegneria, calciatore amatoriale, a sua volta deceduto), sceso nel garage del condominio per salvare l'automobile dalla piena. In quel seminterrato, ha perso la vita anche Diego Chiappetti (51 anni), idraulico, sposato, padre di due figlie e appassionato di moto.Poco più in là è toccato a Mohammed Ennaji, italiano nato in Marocco, 42 anni, e Fernando Olivi detto «Nando». La morte di questo 84enne ha toccato particolarmente i compaesani, perché suo nipote aveva usato Facebook per dare l'allarme: «L'acqua è al primo piano, aiutate il nonno che è rimasto intrappolato», aveva scritto. Aveva anche messo l'indirizzo, ma nessuno è riuscito a raggiungerlo in tempo.Dopo Pianello, Barbara porta il maggior peso della tragedia. Oltre alla 17enne Noemi Bartolucci, qui sono morte almeno altre due persone. Erina Febi, 75 anni, soprannominata «Rina», aveva appena fatto una vacanza con gli altri pensonati: quando l'acqua è arrivata ai piani della sua cascina, i nipoti hanno tentato di trascinarla nel sottotetto, ma sono riusciti a portare in salvo solo il nonno, Primo Giuliani, 95 anni. La corrente ha travolto lei e la nipote Valbona mentre salivano le scale. La ragazza si è fratturata un piede, lei è rimasta sotto.Ancor più drammatica la vicenda di Silvia Mereu, 43 anni, di origini sarde, molto nota perché a Barbara gestisce la farmacia. Era andata a prendere suo figlio Mattia di 8 anni dai nonni, dopo aver chiuso il negozio. Era quasi a casa, quando la Nevola ha superato il ponte che stavano percorrendo. È riuscita a uscire dall'auto, aveva preso in braccio il bimbo, ma sono stati travolti entrambi. Il piccolo le è stato strappato dalle braccia dalla corrente e lei ora è in ospedale.A mostrare come i temporali abbiano colpito a macchia di leopardo, risparmiando un versante, una casa, e devastando lì accanto, c'è il fatto che siano state registrate morti anche in zone distanti: Marialuisa Sereni, 72 anni di Trecastelli, e Gino Petrolati, 89 anni, morto all'interno della propria auto, sommersa mentre cercava di lasciare Bettolelle, nel comune di Senigallia.Con la prima notte dopo un giorno speso nelle sabbie mobili sparse ovunque dalle piogge e dai fiumi, sono state sospese anche le ricerche delle tre persone che ancora non si trovano. Oltre a Mattia, c'è anche un bambino di 10 anni, disperso insieme alla madre. Si ricomincerà con la luce. Migliori le notizie per i ricoverati: dei 38 distrubiti sugli ospedali della zona, solo uno è in pericolo di vita. --© RIPRODUZIONE RISERVATA