Taxi "banda rossa" anche tra i canali Restituita la barca confiscata 8 anni fa

Dopo otto anni ricorsi, sentenze, appelli, proteste clamorose (si er a incatenato a Ca' Farsetti) Ugo Bacci ha vinto infine la sua battaglia: il Comune di Venezia dovrà restituirgli il taxi da noleggio - intestato alla Blue Srl, "banda rossa" e licenza concessa dal Comune di Jesolo - che la Polizia locale gli aveva confiscato nel 2014, dopo averlo fermato perché aveva prelevato due clienti all'hotel San Cassiano, per portarli all'aeroporto. Trasporto vietato a un motoscafo - riteneva il Comune - che avrebbe potuto operare solo da e per Jesolo. Così oltre a 371 euro di multa, era arrivata la confisca. Non così ha ritenuto la Corte di Cassazione che, accogliendo il ricorso presentato dalle avvocate Monica Volpato e Genny Galesso ha ordinato alla Corte d'appello di riformulare la sua sentenza tenendo conto di un principio: non si può sanzionare come totalmente abusivo (quindi anche con la confisca del mezzo) un soggetto che è titolare di una licenza di noleggio con conducente, seppur rilasciata da un altro Comune. La confisca della barca è valida solo per gli abusivi tout-court. E così nei giorni scorsi i giudici di appello hanno cancellato l'ordinanza di ingiunzione emessa dal Comune nel 2014 e ordinato a Ca' Farsetti di risarcire a Bacci e alla Blue spese per legali per oltre 12 mila euro.Vicenda personale chiusa, ma con una possibile ricaduta pubblica sul traffico acqueo in città più estesa.La sentenza dà indicazioni che riguardano - di fatto - l'attività delle 14 imbarcazioni in circolazione con licenza di noleggio rilasciata da altri Comuni: secondo la lettura che ne dà ora l'ufficio legale di Ca' Farsetti, permane - per loro - solo il divieto di attraversare il Canal Grande.La decisione della Corte d'Appello - nell'allinearsi alle indicazioni della Cassazione, sul fatto che non si possa equiparare a un trasportatore abusivo chi ha una licenza "rossa", anche se trovato a lavorare nei canali della città storica - ricorda che «la previsione che obbligava il vettore ad iniziare e terminare ogni singolo servizio di noleggio Ncc presso la rimessa nel Comune che aveva rilasciato l'autorizzazione, è stata dichiarata incostituzionale con sentenza 56/2020 della Corte Costituzionale, risolvendosi in un aggravio organizzativo gestionale irragionevole, in quanto obbligava il vettore - nonostante possa prelevare e portare a destinazione un utente in ogni luogo - a compiere un viaggio di ritorno alla rimessa "a vuoto", prima di iniziare un nuovo servizio». I giudici di appello hanno respinto le questioni di legittimità costituzionale sollevate - nel corso dell'ultimo procedimento - dal Comune e negato a Ca' Farsetti la possibilità di ricorrere in via pregiudiziale alla Corte di Giustizia europea, perché questione di diritto nazionale. --roberta de rossi© RIPRODUZIONE RISERVATA