Agriturismi, bufera sulla legge E la Lega deve trattare con FdI

il dibattitoLaura BerlinghieriFdI fa la voce grossa in Aula, riuscendo a imporsi sulla Lega. Portando a casa il testo - la modifica alla legge sugli agriturismi - desiderato, e strappando una promessa all'assessore Caner: una nuova legge sul commercio. «Ma quale prova di forza pre elettorale, a noi queste cose non interessano. Siamo una coalizione coesa, che lavora per il bene dei veneti» risponde il consigliere meloniano Enoch Soranzo, tra i principali artefici dei punti messi a segno dal suo partito.Alla fine, sono stati accontenti e scontentati un po' tutti: albergatori, ristoratori e titolari degli agriturismi. «Quando l'esito è questo, significa che abbiamo fatto bene il nostro lavoro» commenta, sornione, l'assessore all'Agricoltura e al Turismo Federico Caner. Il riferimento è a un'approvazione della legge decisamente travagliata, che ha seguito una gestazione lunga quattro anni. E con una discussione, martedì scorso in Consiglio, scandita dagli interventi infuocati dei consiglieri di maggioranza, provocati da una lettera recapitata la sera prima dalla direttrice veneta di Coldiretti Marina Montedoro, che chiedeva ai capi dei gruppi consiliari di ritirare gli ultimi emendamenti proposti. «Una mossa che sarebbe stato opportuno evitare, i consiglieri l'hanno interpretata come una fastidiosa pressione indebita» commenta, a mente fredda, l'assessore Caner, che in Aula si era detto «basito» per l'improvvido gesto.Alla fine, la legge è stata approvata all'unanimità, pur senza il voto dei meloniani Joe Formaggio ed Enoch Soranzo: «Avevamo altri impegni, non si faccia dietrologia» spiegherà quest'ultimo. Ma in realtà quel voto ha lasciato dietro sé strascichi e polemiche.«Le attività di ristorazione sono già state bastonate per la pandemia e le ripercussioni della guerra. Già devono fare i conti con le bollette di luce e gas schizzate alle stelle. Si dica se il proposito è dare il colpo di grazia a questi imprenditori» si interroga, retorico, Patrizio Bertin, presidente veneto di Confcommercio. «Questa legge è del tutto inaccettabile, concretizzando il rischio di concorrenza sleale nei confronti della ristorazione, dai regimi fiscali diversi».Il settore, in Aula, è stato difeso con le unghie e con i denti dai consiglieri meloniani, riusciti a introdurre per gli agriturismi il divieto del catering. Tenendo il punto con la Lega, orientata a cedere alle pressioni di Coldiretti. «Le polemiche da parte dei due settori? Più che comprensibili, parlando di una legge così importante. Del resto, ognuno fa il proprio mestiere: le associazioni di categoria devono tutelare gli interessi dei loro associati. Ma questa è stata una legge ampiamente discussa con tutti, poi la politica ha fatto sintesi delle varie posizioni» spiega l'assessore Caner.Soddisfatta la Cia: «È un ottimo risultato, che speriamo possa dare slancio al settore» dice il presidente Gianmichele Passarini. Assolutamente scontenta la Fipe: «Chiediamo subito lo stralcio della consegna dei pasti a domicilio per gli agriturismi. Rappresenta una sovrapposizione all'attività dei ristoranti, con la differenza che gli agriturismi godono di importanti benefici fiscali, contributivi, economici, amministrativi e sul fronte della sicurezza» commenta il presidente veneto Paolo Artelio.In realtà, il nuovo peso che sta assumendo FdI, anche a livello regionale, può far sorridere ristoratori e albergatori. «Abbiamo parlato con l'assessore Caner. Ci ha assicurato il suo impegno affinché, dopo le agevolazioni al mondo degli agriturismi, un aiuto sia dato alla categoria del commercio, per snellire le rigidità che deve subire. Ci sarà un provvedimento legislativo ad hoc» spiega il meloniano Enoch Soranzo, «Agiremo entro i perimetri della legge dello Stato, per sostenere il commercio che lamenta differenze normative e di regime economico con gli agriturismi. Vogliamo sburocratizzare il settore e renderlo più competitivo. Agiremo su autorizzazioni, costi adempimenti, per alleggerire iter stantii». Accontentare un po' tutti, appunto. Anche, e soprattutto, il nuovo, primo partito. --© RIPRODUZIONE RISERVATA