Ordigno esploso, morto anche il 48enne

SAN STINOL'esplosione di Riviera Trentin di sabato 27 agosto ha provocato la seconda vittima. Ha resistito finché ha potuto, ma il suo cuore alla fine ha smesso di battere: Domingo Cusin si è spento ieri, a soli 48 anni, all'ospedale di San Donà di Piave, dove era ricoverato da quel giorno. Decisive si sarebbero rivelate le ustioni al volto e in altri punti vitali del corpo. Le speranze erano ridottissime, eppure Cusin è riuscito ugualmente a resistere per quasi due settimane. È la seconda vittima dopo Mauro Palamin, l'amico di 60 anni che morì nelle immediatezze dell'episodio e i cui funerali si sono celebrati la scorsa settimana. Cusin viveva nell'abitazione dell'esplosione che resta ancora sotto sequestro su ordine della Procura di Pordenone, che sta indagando per capire se Cusin poteva trattenere o meno quegli ordigni nelle sue proprietà. Non era un mistero che fosse un appassionato nel recupero di reperti bellici. Ieri mattina è stato subito rilasciato il nulla osta per la sepoltura. Domingo Cusin, impiegato in una fabbrica, lascia nel dolore la compagna Alessandra e due figli che non hanno raggiunto la maggiore età. Nel dolore anche i fratelli e i suoi genitori, oltre a cognate, nipoti e altri parenti. Questo pomeriggio, con inizio alle 17.30, ci sarà il rosario nella chiesa di Santo Stefano a San Stino, dove domani con inizio alle 10 verranno celebrati i funerali. Il dolore è palpabile e pochi in paese hanno voglia di parlare. Non a tutti in paese è piaciuta la conferma di sagre e avvenimenti settembrini visto il lutto della famiglia Palamin e la fine imminente di Domingo. Il sindaco Matteo Cappelletto tra l'altro quel giorno era stato uno dei primi a intervenire sul luogo della sciagura. Abita poco distante da lì, infatti, e come tutti i sastinesi aveva percepito il rumore dell'esplosione. Un "urlo" sordo che aveva squarciato la quiete di un sabato pomeriggio di fine estate. «Purtroppo», osserva il sindaco Cappelletto, «le speranze si erano già ridotte al lumicino in questi giorni e la notizia porta un altro momento di tristezza in tutti. Alla famiglia e a tutti i cari le più sentite condoglianze a nome mio e della comunità che è stata indubbiamente scossa da questa tragedia». Nei giorni successivi all'esplosione non erano mancate critiche sui social da parte di alcuni utenti che avevano manifestato critiche, anziché sentimenti di cordoglio e solidarietà, per i familiari dei due coinvolti. Che Domingo Cusin fosse un appassionato di ricerche di residuati bellici lo sapevano tutti, anche i carabinieri ed i residenti. La Procura di Pordenone continua intanto negli approfondimenti d'indagine per capire se quelle armi le poteva detenere, pur da appassionato, o se magari andassero censite prima che capitasse qualcosa di grave, come poi effettivamente avvenuto. Ed è per questo che l'inchiesta ancora non può chiudersi. La morte di entrambe le persone coinvolte, in ogni caso, mette un punto fermo nell'indagine delle forze dell'ordine. Ora a San Stino è di nuovo il tempo del dolore e delle lacrime. --Rosario Padovano © RIPRODUZIONE RISERVATA