Una grande vasca da otto milioni salverà la città dagli allagamenti

Marta ArticoL'area a sud di Mestre, da oggi è al sicuro dalle cosiddette "bombe d'acqua" e dalle piogge eccezionali che non molti anni fa hanno messo in ginocchio parte della città. È stato inaugurato ieri mattina dal sindaco, Luigi Brugnaro, il completamento dell'impianto fognario di via Torino, con la realizzazione della vasca di prima pioggia e dell'impianto idrovoro: un'opera di primaria importanza per la sicurezza idraulica del territorio e la salvaguardia dell'ambiente.al riparo da piogge eccezionali Un impianto che entra in funzione in caso di piogge molto intense e che è in grado di contenere fino a 12 milioni e mezzo di litri. Si tratta di una struttura finanziata dal Comune e gestita da Veritas, grazie ad un investimento di 8 milioni di euro, ottenuti tramite il Patto per lo sviluppo di Venezia. L'invaso ha 35 metri di diametro e 13 di profondità utile. Durante le piogge intense consente di trattenere il primo getto di acqua che arriva inquinata, in quanto trascina, in poco tempo, lo sporco delle strade e degli stessi collettori fognari. Questo flusso viene poi inviato successivamente al trattamento nel depuratore di Campalto. C'è poi un impianto idrovoro che, una volta riempita la vasca con le acque inquinate di prima pioggia, garantisce lo smaltimento di quelle in arrivo all'impianto con una portata di 10 metri cubi al secondo (10 mila litri) che si aggiungono agli attuali 3,5 metri cubi al secondo allontanati dall'idrovora del Consorzio di bonifica. In caso di fenomeni intensi, le acque di seconda pioggia - ripulite dagli agenti inquinanti, trascinati già dalle acque di prima pioggia e depositati nella vasca in attesa della depurazione - vengono sollevate dal sistema di pompe e dall'invaso confluiscono nel canal Salso, in modo da evitare rischi di allagamento. La struttura è stata interrata e la superficie seminata a prati.ilprogetto di disinquinamento«Con quest'opera siamo riusciti a mettere in sicurezza la parte sud di Mestre» ha esordito il sindaco Brugnaro «ricordo che quando siamo arrivati la città andava sotto e c'è gente che ha perso auto nei garage allagati. Abbiamo immaginato un grande progetto idrogeologico che deve riguardare tutta la città metropolitana, dal centro storico - dove devono esse realizzate le fognature assolutamente perché non ci sono mai state - per poi disinquinare le acque a Marghera, la stessa cosa vale per tutti i canali che arrivano in laguna. Bisognerà verificare le fosse settiche, scarichi sui fossi e canali, serve un grande progetto di naturalizzazione e il parco del Marzenego sarà una prova». Prosegue: «Le acque che scendono quando c'è tanta pioggia sono cariche di terra e interrano la laguna che non si sta svuotando di acqua, si sta interrando. Per questo adesso scaviamo l'Osellino e sistemiamo tutte le rive dei canali lasciate in abbandono». Una battuta sui termovalorizzatori: «Non è solo piantare un albero che fa diventare ambientalista, le discariche sono la cosa più inquinante che possa esistere, dobbiamo realizzare i termovalorizzatori, ricordo che le fuoruscite prodotte da un termovalorizzatore sono pari a un chicco di riso all'anno, e miglioreremo ancora». Andrea Razzini, direttore generale Veritas ha annunciato la copertura finanziaria dell'impianto di via Bissuola: «Sarà un'opera più grande, servirà una zona più popolata ancora, quella a Nord, del valore doppio, 16 milioni di euro. Siamo in fase di progettazione ma il denaro c'è grazie al comune che ha catturato un finanziamento del ministero dell'Ambiente». --© RIPRODUZIONE RISERVATA