Don Loris: «Qui ci sparano Ci vedremo in paradiso»

PORTOGRUARO Ore 22.13: «Qui sparano. Ci vediamo in paradiso». Ore 3.09: «Stanno incendiando la casa. Se non vi risento, approfitto per chiedervi scusa delle mie mancanze e dirvi che vi ho voluto bene! Ricordatevi di me nella preghiera». Ore 3.10: «Se il buon Dio me ne darà la grazia, vedrò di proteggervi da là». Ore 3.28: «Ho perdonato chi eventualmente mi ucciderà. Fatelo pure voi. Un abbraccio». Questa la drammatica sequenza di messaggi postati sulla chat della Diocesi di Concordia Pordenone da don Loris Vignandel, 45 anni, originario del comune pordenonese di Chions, per due anni cappellano a Concordia Sagittaria.Il missionario era certo di morire quando nella notte, con il blitz dei terroristi ancora in corso, ha lanciato il messaggio con cui chiedeva perdono per "le mancanze". I terroristi verso le 3 di notte stavano incendiando la chiesa e anche la canonica dove don Loris si era rifugiato con un altro testimone dell'agguato, il portogruarese don Lorenzo Barro, 58 anni. «Stanotte sono passati da queste parti gli "insurgentes" - ha spiegato don Loris - Hanno bruciato la chiesa, le case dei padri e delle suore, il centro de saúde, alcuni magazzini». Il parroco ha raccontato poi l'uccisione di suor Maria, raggiunta al volto da uno dei primi spari esplosi dai ribelli. Sopravvissuti all'assalto, i due missionari si sono messi in fuga verso la città di Nacala. «Don Lorenzo e don Loris sono vivi! Ringraziamo Dio!», ha scritto ieri mattina la Diocesi di Concordia Pordenone sulla sua pagina web. La parrocchia di Chipene accoglie centinaia di persone che scappano dalla guerriglia tra mercenari rwandesi e i gruppi terroristici islamici. Don Lorenzo Barro si trovava nella missione in Mozambico da 6 anni, nel 2018 era arrivato anche don Loris Vignandel. Si avvalevano di cinque suore comboniane: Angeles e Paula, spagnole, Maria (morta nell'attentato) e Eleonora, italiane, Sandrine del Togo. --ROSARIO PADOVANO