Palazzine nuove di zecca ma senza allacciamenti Proprietari infuriati

TORRE DI MOSTOLe due nuove palazzine sono pronte, ma gli inquilini non possono andarci a vivere. Perché da oltre 60 giorni attendono invano che l'Enel realizzi gli allacciamenti dei contatori alla rete elettrica. In tutto si tratta di 16 utenze da allacciare, distribuite sui due fabbricati. Accade a Torre di Mosto, in via Leopardi. Ma, stando al racconto degli stessi utenti, il problema delle lunghe liste d'attesa per ottenere gli allacciamenti alla rete elettrica sarebbe diffuso un po' in tutto il Basso Piave. Il caso di Torre di Mosto è emblematico, perché l'azienda costruttrice le ha provate tutte, finora invano, per ottenere gli allacciamenti. «Sono state fatte 23 chiamate all'ufficio reclami e l'avvocato della nostra società ha inviato 5 email certificate», raccontano i titolari dell'impresa edile. «Ma nessuno ci ha saputo dire ancora con esattezza, quando i tecnici verranno ad allacciare i contatori. Avevamo ricevuto una pec da parte dell'azienda elettrica, che ci rassicurava sul fatto che entro il 24 agosto sarebbe stato fatto l'allacciamento. Ma non abbiamo visto nessun operaio. Non sappiamo più che a santo votarci. Gli inquilini hanno bisogno di trasferirsi nei loro appartamenti».Per alcuni utenti è stato possibile ovviare finora grazie all'elettricità che era stata predisposta per il cantiere. Ma si tratta di una soluzione tampone, insufficiente per soddisfare i maggiori fabbisogni energetici del periodo invernale. «A quanto abbiamo saputo, il nostro non è un caso isolato nel Veneto orientale. Siamo venuti a conoscenza di almeno un'altra dozzina di situazioni di ritardo degli allacciamenti nel Sandonatese», precisano dall'azienda costruttrice. Se Enel ed E-Distribuzione non interverranno in tempi brevi, la situazione rischia di creare disagi, oltre che agli inquilini, anche a tutti i genitori degli alunni della vicina scuola media. L'attivazione degli allacciamenti richiederà di manomettere l'asfalto, eseguendo dei lavori sulla carreggiata di via Leopardi. «Gli operai dovranno rompere la strada, c'è già l'ordinanza che li autorizza a intervenire», concludono i titolari dell'impresa edile, «Se non eseguiranno i lavori entro i prossimi giorni, rischiamo di trovarci con il cantiere stradale a lezioni ricominciate. Con disagi per gli automobilisti». --GIOVANNI MONFORTE© RIPRODUZIONE RISERVATA