La favola surreale di "Amanda" senza amici

Alberto Fassina«Secondo me non mi succedevano cose belle perché non avevo nessuno a cui raccontarle». Amanda ha 24 anni, gran parte della vita l'ha trascorsa a Parigi, adesso è tornata in Italia. Vive ai margini della famiglia, dalla quale troppe cose la dividono. Dotata di una bellezza che lavora sotto traccia, ironica e sgangherata, si porta da sempre dentro il peso di non aver mai avuto qualcuno accanto: un'amica, un fidanzato. A dare il titolo a questo film che racconta la sua storia, basta il suo nome e la regista Carolina Cavalli, qui alla sua opera prima, dice: «Non so bene se "Amanda" parli di solitudine o di amicizia. Fondamentalmente parla di Amanda, che è molto sola e vuole un'amica a tutti i costi». Quando scopre che da bambina passava molto tempo con Rebecca, per il legame tra le madri, la ragazza sceglie la sua nuova missione: convincerla a tornare ad essere migliori amiche. Carolina Cavalli scrive e dirige un film sorprendente. Presentato in Orizzonti Extra, il suo lavoro è veramente extra: straordinario, insolito, non usuale. Non a caso è l'unico titolo italiano presente alla Mostra e contemporaneamente al Festival di Toronto. Perché lo sguardo della regista regala un racconto della tarda adolescenza decisamente inedito nel panorama del nostro cinema. La messa in scena e il tratteggio dei personaggi sembrano ispirati da Anderson, sia il Wes regista di "I Tenenbaum", sia Roy l'autore del film vincitore del Leone d'oro "Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza". Gran parte della riuscita si deve all'interpretazione di Benedetta Porcaroli che si inventa una recitazione dolce e stralunata e allo stesso tempo ironica e dolorosa. Il film è una sorta di "Ecce Bombo" quarant'anni dopo. Di Nanni Moretti non avrà i dialoghi capaci di fotografare e attraversare un'epoca, ma è punteggiato di battute evocative: «Sto male, sembrava andasse bene poco fa. È l'inganno della borghesia, ma è anche il suo fascino». Non vuole essere il manifesto di qualcosa. Non è un film sulla solitudine dei giovani d'oggi. Carolina Cavalli non racconta che questi ragazzi stanno male perché ci sono i social network e anche se sono iperconnessi in realtà sono sconnessi da se stessi e dal mondo. Lo ricorda invece Benedetta Porcaroli che nel ruolo della protagonista confermare la sua bravura: «Viviamo da una parte un'iperconnessione e un forte isolamento dall'altra. È un paradosso, abbiamo tantissime informazioni e sempre più strumenti a cui attingere e invece di sentirci più vicini ci sentiamo fondamentalmente e profondamente soli». Bella sorpresa nel cast è Michele Bravi, scelto non per attirare la Gen Z ma, come dice la regista: «Perché assomiglia a Vincent Gallo». E Bravi conferma: «Non sapeva nemmeno che musica facessi». Completano l'affiatato cast: Giovanna Mezzogiorno, Galatea Bellugi, Monica Nappo, Margherita Maccapani Missoni.Al cinema dal 13 ottobre cona I Wonder Distribuzione. --© RIPRODUZIONE RISERVATA