Tanti interrogativi per un Venezia costruito male

Davide Vatrella / VENEZIAC'è ben poco da salvare dalla prestazione di sabato pomeriggio contro il Benevento. Forse il dinamismo di Aaron Connoly, il piglio di Andrija Novakovich e la sicurezza di Wisniewski al centro della difesa. Per il resto, un pianto greco. Se lo stesso Ivan Javorcic ammette candidamente che «ci sono troppe cose da sistemare», non sono certo i giornalisti (o i tifosi) che ce l'hanno con il Venezia. Anzi tutti vorrebbero che questa squadra fosse protagonista. Certo, la società non può investire come Genoa, Parma, Bari, Reggina, Cagliari, Palermo, Reggina e lo stesso Benevento, che hanno un numero di abbonati, a volte venti superiore ai miseri 939 fatti segnare dal club di viale Ancona.ERRORI DI TUTTILa disaffezione dei tifosi arancioneroverdi è arcinota, eccetto ovviamente quelli dello zoccolo duro della Curva Sud. Sabato è stato desolante vedere i Distinti praticamente vuoti per non parlare della curva nord, tribuna laterale e centrale. E la squadra veniva peraltro da 4 punti colti nelle due trasferte di Bolzano e Cittadella. Saranno stati anche punti un po' fortunati, ma, vista la situazione di emergenza, era una specie di oro colato. La sensazione è che con l'addio di tutti i dirigenti italiani (e veneziani) è che i tifosi sentano poco questa squadra. Molte società in Italia sono in mano a fondi statunitensi, ma in quasi tutte c'è un anello di congiunzione importante. L'esempio più eclatante è quello di Paolo Maldini al Milan. Il presidente Duncan Niederauer potrà giustamente obiettare che aveva chiesto a Paolo Poggi di conservare il suo posto, ma l'ex direttore dell'area tecnica ha opposto un garbato rifiuto dopo l'esonero di Mattia Collauto, una specie di fratello per lui. Poi è toccato al vicepresidente Andrea Cardinaletti, sabato al Penzo, e che ha confessato giorni fa di essere ancora innamorato del Venezia.mercato contradditorioCerto, non di poteva pretendere che Henry ed Aramu restassero in Serie B con ingaggi non pari al loro valore. Più di qualche operazione, però, lascia perplessi: perchè Magnus Andersen, ad esempio, che vanta 114 presenze nella massima lega danese, è relegato sempre in panchina? Forse perchè non sta bene? Il problema del centrale di centrocampo è arcinoto: Busio, sabato peraltro assente, non sembra fare il salto di qualità, il suo sostituto, Fiordilino, ha deluso. Ai suoi lati male anche Crnigoj e Cuisance: il francese, dopo due gol di fila, è ricaduto nelle sue prestazioni impalpabili della Serie A e anche lo sloveno ha dimostrato di essere in precarie condizioni atletiche. Fattore che accomuna gran parte della rosa. In difesa pesa l'erroraccio di capitan Ceccaroni, che ha consentito a La Gumina, di piazzare l'1-0. In avanti Pohjanpalo ha girato a vuoto, ma onestamente bisogna dire che non è mai stato cercato dai compagni. Non pervenuti li gli altri, a parte Novakovich. L'impressione è che la squadra debba ancora conoscersi - sabato ha esordito anche Candela - e i il lavoro di Javorcic si annuncia davvero duro. E vedremo come si collocherà il nuovo innesto di Denis Cheryshev.presentazioneIntanto, domani, a partire dalle 19, sarà presentata ai tifosi arancioneroverdi la prima squadra. L'evento, aperto al pubblico, che si svolgerà alla Baia del Forte Marghera, a Mestre, sarà accompagnato da Sir Oliver Skardy. I possessori della Venezia FC Supporter Card potranno usufruire di tariffe agevolate per il cibo e le bibite nei i chioschi presenti in baia. Un'ottima idea per cercare di riavvicinare i tifosi alla squadra, sperando che arrivino anche il primo successo al Penzo e un risultato positivo a Ferrara. --