Il Leone d'oro a Deneuve

No, non si è mai considerata un sex symbol. Spiacente, ma non si è mai vista nemmeno come un'icona, nonostante 111 film, un diluvio di premi, già Marianna di Francia, molti amori e tutti di peso, sempre bionda di ghiaccio, e ora al Lido per ricevere il Leone d'oro alla carriera che, poiché arriva quando i giochi sono ormai fatti, un po' spaventa. Sì, è sempre Catherine Deneuve, camicia viola, borsetta Roger Vivier, bandierina dell'Ucraina sul petto, 78 anni di cui essere fiera e, nonostante i molti doni, di umore stizzoso.La prima volta al Lido nel 1967 con "Bella di giorno" di Luis Buñuel che vinse il Leone d'oro, già Coppa Volpi nel 1998 per "Place Vendôme"di Nicole Garcia, presidente di Giuria nel 2006, l'attrice francese è costretta a rincorrere il proprio passato e, forse, ne farebbe volentieri a meno. «Non mi guardo indietro, invecchiare fa parte del flusso della vita» spiega in conferenza stampa, litigando un po' con le cuffie della traduzione «vivo nella realtà del presente e vado avanti. Se guardate le mie immagini non mi vedrete mai in pose sexy, ma mantenere il mio aspetto di oggi è una sfida anche se non è più in cima alle cose importanti. Fare l'attrice è un po' come camminare in montagna, non tutti i momenti sono facili e ci possono essere molte incertezze».Un film appena finito sulla vita di Bernadette Chirac, un altro che inizierà nelle prossime settimane ambientato in una fattoria del Belgio in mezzo alle galline, Deneuve sconta il dolce peso dell'altrui ricordo della propria bellezza e quindi avverte: «Forse adesso per un'attrice invecchiare è un po' meglio, e sicuramente è meglio in Europa rispetto agli Stati Uniti. Pensiamo a com'era negli anni Cinquanta, quando dopo i 35 anni un'attrice era considerata più che matura. Un consiglio a chi vuole fare questo mestiere? Mai, e poi mai, ogni percorso è individuale. Si possono suggerire solo regole di vita, come mantenere i propri gusti e la propria personalità. --M.P.© RIPRODUZIONE RISERVATA