Italia, Francia e Stati Uniti giocano ad armi pari Tema: i legami spezzati

Marco ContinoLa 79esima Mostra del Cinema di Venezia punta sui film italiani, francesi e americani. In Concorso sono 15 su 23 i titoli provenienti da questi Paesi (5 per ciascuno). Per l'Italia c'è, anzitutto, il vincitore del Leone d'oro del '98 Gianni Amelio che con "Il Signore delle Formiche" ricostruisce il "caso Braibanti". Emanuele Crialese torna al Lido (11 anni dopo "Terraferma") con "L'immensità", dramma familiare di cui è protagonista Penélope Cruz; Luca Guadagnino dirige ancora Timothée Chalamet, vagabondo e cannibale, in "Bones and All"; Andrea Pallaoro firma con "Monica" il ritratto di una donna transgender mentre Susanna Nicchiarelli sceglie un altro soggetto femminile, raccontando in "Chiara", la vita della santa di Assisi. Sono cinque anche i film francesi: "Saint Omer" dell'unica esordiente in competizione Alice Diop; "Athena" di Romain Gavras sul conflitto sociale nelle banlieue; il dramma familiare "Our Ties" di Roschdy Zem; "Un couple" firmato dal grande documentarista Frederick Wiseman (al suo primo film di finzione) e "Other's People Children" di Rebecca Zlotowski vagamente ispirato alla sua personale relazione con il regista Jacques Audiard. La cinquina americana si compone del film di apertura di Noah Baumbach ("White Noise" tratto da DeLillo), "The Whale" di Darren Aronofsky su un problematico rapporto padre-figlia; il film biografico sull'icona Marylin Monroe ("Blonde" di Andrew Dominik interpretato dalla cubana Ana de Armas), "Tàr" di Todd Field (con Cate Blanchett direttrice d'orchestra) e l'unico documentario del Concorso "All the Beauty and the Bloodsheed" di Laura Poitras sulla fotografa Nan Goldin. Completano la selezione in competizione due film iraniani ("No Bear" di Jafar Panahi, girato in clandestinità dal regista oggi in carcere) e "Beyond the Wall" di Vahid Jalilvand), tre britannici (la ghost story di Joanna Hogg "The Eternal Daughter", "The Banshees of Inisherin" di Martin McDonagh e "The Son" di Florian Zeller); due sudamericani ("Bardo"di Alejandro Gonzales Iñárritu e "Argentina, 1985" di Santiago Mitre sul processo alla dittatura militare) e, infine, il giapponese "Love Life" di Koji Fukada. Dai titoli in Concorso emerge soprattutto il tema della precarietà dei legami personali e i drammi generazionali e sociali quale eredità di un tempo di confinamento e di emarginazione. Fuori Concorso c'è, invece, più spazio per i generi: i thriller di Francesco Carrozzini ("The Hanging Sun") e di Olivia Wilde ("Don't Worry Darling" con Harry Styles); il noir di Paul Schrader ("Master Gardener"); l'horror di Ti West ("Pearl") e il western di Walter Hill ("Dead for a Dollar"), le nuove serie tv di Von Trier ("The Kindom Exodus") e Refn ("Copenhagen Cowboy").Ma anche tre possibili sorprese: "In viaggio", il doc del Leone d'oro Gianfranco Rosi sulle missioni del Papa; il cortometraggio "Look at me" con Javier Bardem e Chris Rock (dopo "l'incidente" con Will Smith) e "Nuclear" di Oliver Stone a sostegno della causa pro-nucleare, che non mancherà di suscitare accese polemiche. --© RIPRODUZIONE RISERVATA