«Vicini al Presidente e fatti fuori successe la stessa cosa nel 2018»

«Nulla di nuovo sotto il sole: già nel 2018 chi era vicino al Presidente fu fatto fuori. Ora la storia si ripete con maggior clamore»È lapidario, Gianluca Forcolin, commercialista di Musile di Piave, già vicepresidente della Regione nel secondo mandato di Zaia, ed ex parlamentare, la cui carriera a palazzo Balbi fu da un giorno all'altro troncata dallo scandalo dei bonus Inps in piena pandemia, 600 euro chiesti ma mai poi effettivamente percepiti. Ma questo non lo salvò dall'esclusione dalle liste. «Resto leghista, ma di quella lega pragmatica e concreta che mi ha visto crescere da sindaco prima, parlamentare, e poi proprio al fianco del presidente Zaia in Regione», continua Forcolin, «È una colpa? Pazienza, la coerenza non è per tutti. Nel 2020 la vicinanza a lui mi è costata cara, molto cara, ma non sarò mai uno "yes man" per un posto al sole. Quello che ho dato e ricevuto dalla Lega, l'ho sempre costruito con passione, lavoro e amore per il mio territorio e la mia gente, e di questo vado fiero».Non è un caso che il tributarista si esponga. La provincia di Venezia è stata pesantemente falcidiata dalle liste, con la sola deputata uscente Giorgia Andreuzza (e un paracadutato da Genova al proporzionale). «Da cinque seggi a uno, per Venezia capoluogo di Regione e la sua provincia, turisticamente ai vertici internazionali», commenta amaro Forcolin.