Barbisan: «Sindaco, ritira le dimissioni» La Lega chiede a Favero di ripensarci

PORTOGRUARO«Sindaco, devi ripensarci. Ritira le tue dimissioni». Più che un invito, sembra quasi un ordine quello di Fabiano Barbisan, il consigliere regionale della Lista Zaia, uomo forte della Lega nel Veneto orientale, ma soprattutto demiurgo dell'alleanza Favero - Senatore che aveva permesso alla Lega di vincere le elezioni 2020 al secondo turno, esprimendo, per la prima volta a Portogruaro, un sindaco del Carroccio. Favero in conferenza stampa ha detto che era stata la Senatore a cercare lui per l'apparentamento. «Ha scelto in autonomia», la risposta della Senatore e del suo gruppo. E lo ribadisce il consigliere comunale senatoriano Renato Stival. «Semmai è stato il contrario. Siamo stati corteggiati noi, e poi abbiamo accettato, sui programmi». Favero si è dimesso perché non vuole sottostare più a ricatti. Fabiano Barbisan però invita al dialogo e chiarisce la storia. «Sono andato io a casa della Senatore - ricorda - su suggerimento di Geronazzo e Morsanuto, perché voleva appoggiare Florio. Io poi ho portato le istanze alla Lega e abbiamo fatto l'apparentamento». Altri leghisti erano contrari. Barbisan ricucì con la Senatore proprio in quel periodo: i due non si parlavano da tempo dopo essere stati grandi amici. Più o meno la situazione attuale di Favero e Senatore. «Lei in questo periodo chiedeva sedie, ma le richieste si fanno, legittimamente, nelle riunioni di maggioranza, al chiuso, non sui giornali». Barbisan però è sibillino. Difende Florio, lo appoggia, ma non convince. «Colpa della Senatore? Non lo so. La militanza sua nella Lega? Ma quando mai: lui è sempre stato socialista, era consigliere della Lega ma solo nel 2009 quando Bertoncello sindaco cadde per l'anatra zoppa, e fu consigliere socialista a Fossalta. Ha accettato la militanza in Lega dopo che era diventato sindaco». Infine detta l' agenda. «Si mettano per iscritto 2-3 punti su cui lavorare: ma si parlino tra di loro. Spero che il sindaco ritiri davvero le dimissioni entro il 6 settembre, e che si torni ad amministrare, in pace, Portogruaro». Barbisan è stato molto freddo con il vicesindaco Mattia Dal Ben, che la Lega voleva fuori dalla giunta e che Favero ha difeso. Chi conosce bene Senatore è Paolo Scarpa. L'ex sottosegretario era stato alleato di Senatore al secondo turno nel 2015, poi dopo 3 anni lasciò la maggioranza. «La mia opinione - dice Scarpa, solidale con Favero - è che Florio abbia fatto una scelta giusta. Corretta. Non è possibile amministrare un Comune quando una parte della maggioranza ripetutamente boicotta, si distingue, non si presenta in aula, vota contro. Ora si vedrà se il gruppo che fa capo alla signora Senatore intende continuare o meno. Ci sono venti giorni per capirlo». I sindaci del portogruarese sono con Favero, ma si tengono fuori dalla querelle. «Le dinamiche politiche di ogni singolo comune - dice il presidente della Conferenza dei sindaci e sindaco di Cinto Caomaggiore, Gianluca Falcomer - sono riservate alle forze politiche che lo governano. Guardiamo con rispetto». Victor Luvison, sindaco di Annone, invita Favero a ripensarci. «Spero lo faccia». Matteo Cappelletto, sindaco di San Stino, non si esprime. Parla invece il sindaco di Teglio Veneto, Oscar Cicuto. «Io penso che ogni comune ha una sua storia». E conclude: «Le scelte vanno fatte sempre con responsabilità e coscienza del buon padre di famiglia». --Rosario Padovano© RIPRODUZIONE RISERVATA