«Michele era dei nostri ineccepibile sul lavoro non lo dimentichiamo»

SAN DONà«Michele che tu possa trovare finalmente la pace». I colleghi di Axitea stanno vivendo dei giorni terribili dopo la morte di Michele Beato. Lavorava da 12 anni nella società di vigilanza dove il responsabile territoriale, Arsenio Ferrazzo, è stato il primo a sapere del suicidio e si è precipitato a Torre di Mosto per capire cosa fosse accaduto. Nelle ore seguenti ne hanno discusso, si sono sentiti tra di loro e informati sul resto della famiglia, in forte apprensione per la moglie Rosa. «Era un mio collega», ha detto ieri una delle guardie giurate che ha lavorato con lui, «e si è sempre mostrato come una brava persona, di indole pacata. Con questo non voglio giustificare il suo gesto e spero che la moglie si salvi. Posso solo dire che forse dietro a tutto questo c'era un grosso problema. Che la sua anima possa avere pace». Ora tutti pensano solo a Rosa Silletti, ai due figli senza più un padre. Una famiglia distrutta. «Siamo loro vicini», ha detto il responsabile di Axitea Arsenio Ferrazzo, «perché Michele era uno dei nostri e non lo possiamo dimenticare. Sul lavoro era ineccepibile, una guardia giurata di esperienza, serio e sempre impegnato. Puntuale e corretto. Non sapevamo nulla dei suoi dissidi e problemi con la moglie, fino a quando c'è stata quella denuncia per minacce che ha determinato la revoca del porto d'armi e la sospensione dal lavoro come da contratto. Mai avevano avuto occasione di parlare di questi scontri giunti fino al punto di una denuncia così grave». «Anche dopo questo passaggio», ricorda, «non ne avevamo discusso perché era riservato. Non sarà stato facile per lui questo periodo, ma non potevamo sapere i suoi problemi personali». --g.ca.