«Faremo il possibile per stare vicino a Rosa e i suoi figli»

TORRE DI MOSTOSentinelle contro la violenza. L'associazione "I colori della vita" è nata 10 anni fa proprio a Torre di Mosto per tutelare le vittime di ogni violenza. Mai i volontari si sarebbero aspettati di vivere proprio nella tranquilla cittadina sospesa tra Sandonatese e Portogruarese una simile tragedia familiare. La presidente, Diana Aretano, è in prima linea da quando l'associazione è stata fondata e ha seguito decine di casi di donne che hanno chiesto aiuto. È stato creato un punto di ascolto, scritto un libro di poesie e riflessioni durante il periodo della pandemia con i complimenti del presidente del Veneto Luca Zaia, trovato un sostegno legale nello studio Pavanetto di San Donà. L'associazione è più che altro un ponte con i centri antiviolenza in caso di necessità e violenze sulle donne, le vittime più deboli, i bambini. La presidente non si pronuncia per motivi di privacy sull'accoltellamento di Rosa e su eventuali sue richieste di aiuto. «Posso solo dire che è una donna davvero da ammirare», commenta Diana Aretano, «che ama il suoi figli e li aiuta, che si alza presto tutte le mattine per andare a lavorare. Sul suo caso non voglio e non posso parlare. Noi saremo adesso vicini a lei e ai suoi figli che vogliamo incontrare personalmente per capire cosa possiamo fare per questa famiglia che ha perso un marito e un padre». L'associazione ha anche una tutela legale con l'avvocato di San Donà Luca Pavanetto. «Non ci siamo pronunciati su questo caso», ribadisce l'avvocato, «per motivi legati alla privacy, ma certo ci siamo a ci saremo per tutte le vittime di violenza, donne e bambini che sono quelle più esposte e indifese».Il figlio di Michele e Rosa, Domenico, lavora come operaio, ed è molto riservato. Lo si vede spesso nella cittadina da solo o a passeggio con il suo cane al guinzaglio. Un saluto e poche parole scambiate con i conoscenti. La sorella, Daniela, si era trasferita per motivi di studio a Milano dove si è laureata. Probabilmente, le liti in famiglia non erano rare e i figli ne erano a conoscenza, in particolare dopo che la mamma si era definitivamente allontanata da casa. Mai si sarebbero attesi un simile epilogo. Anche il sindaco, Maurizio Mazzarotto, si è riproposto di incontrare la donna e i figli per portare la solidarietà della comunità davvero sconcertata per quanto è successo. --G.Ca.