Tentato femminicidio, comunità sotto choc «Lui era riservato, lei è benvoluta da tutti»

Giovanni MonforteTORRE DI MOSTOA memoria di anziano un fatto del genere a Torre di Mosto non era mai accaduto. La piccola comunità è sconvolta da quanto successo ieri pomeriggio. Prima il fatto di sangue, poi l'arrivo dei carabinieri e degli investigatori, quindi le telecamere delle televisioni a caccia di testimonianze. Mai a Torre di Mosto si erano viste scene così. I coniugi Beato vivevano a Torre di Mosto da una ventina di anni. Michele era nato a Bari il 18 gennaio 1965. La moglie Rosa Silletti, classe 1971, è originaria di un paese della provincia barese, Torrito. La coppia è arrivata in paese nel 2003, insieme ai due figli: Domenico (classe 1992) e Daniela, nata nel 1995. Michele Beato non si vedeva molto in giro per Torre di Mosto, complice il lavoro di guardia giurata che lo impegnava spesso di notte. I vicini raccontano che lo vedevano rincasare con l'auto, talvolta in compagnia di un collega.La coppia viveva in una palazzina di via Roma, a cui si accede da una corte interna. «Abbiamo sentito cosa è accaduto, che tragedia. Siamo sconvolti», le poche parole di commento dei vicini. Anche all'agenzia immobiliare e al negozio di alimentari sotto casa confermano che Michele non lo si vedeva spesso. Una persona riservata, forse un po' schiva. Ma chi lo ha conosciuto lo ricorda sempre come molto corretto. Nulla che facesse pensare a un epilogo così tragico. Alla gelateria "La Delizia" l'ultima volta lo avevano visto domenica, intorno alle 10.30, quand'era venuto a prendere il caffè. «Veniva qui a prendere il caffè un paio di volte al giorno, spesso in compagnia di un collega», raccontano i coniugi titolari, «Ordinava, pagava, salutava e andava via». Non era solito fermarsi a parlare con gli altri avventori o scambiare due chiacchiere come spesso accade nei bar di paese. Negli ultimi tempi appariva un po' assente, forse preoccupato da quanto stava accadendo. Ma con il sennò di poi è sempre facile notare certi particolari. Rosa Silletti è descritta invece come una donna decisamente più espansiva. In paese è molto conosciuta, perché ha prestato servizio nelle attività domestiche in diverse famiglie. In tutte si è sempre fatta apprezzare. «Una donna sorridente, rispettata, molto brava nel suo lavoro», raccontano, «speriamo si riemetta presto». La mattina la si vede passeggiare lungo la centrale via Roma, mentre porta a spasso i cani. Da un paio di mesi, però, i vicini raccontano che non si vedeva più frequentare assiduamente il paese.Ieri la notizia del fatto di sangue ha fatto rapidamente il giro di Torre di Mosto, rimbalzando di cellulare in cellulare. «Il paese è piccolo. Quando, bene o male, ci si conosce tutti, è normale che la notizia colpisca in modo particolare. Non sono fatti che si sentono tutti i giorni, anzi qui non si erano mai sentiti. Dispiace che siano stati colpiti due paesani», raccontano due avventori al bar. Intanto la televisione, sintonizzata su Sky, passa il sottopancia con la notizia. Stavolta a finire sotto i riflettori di tutta Italia, per un tentato femminicidio, è stata la piccola Torre di Mosto. --© RIPRODUZIONE RISERVATA