Le denunce della donna e il ritiro della pistola

Carlo Mion / Torre Di MostoMichele Beato era già andato oltre a giugno quando aveva minacciato di morte la moglie. Non aveva accettato la decisione di Rosa Silletti di separarsi, di troncare una relazione diventata per lei insostenibile e che invece lui voleva mantenere a tutti i costi. Sei mesi fa la decisione della donna di andarsene di casa. Una scelta che l'uomo non ha tollerato anche se non l'ha mai dato da vedere, fino in fondo, quando parlava del rapporto coniugale con amici o colleghi di lavoro. Come troppo spesso accade chi stava vicino all'uomo dice ora che mai si sarebbe immaginato una cosa del genere. Invece per Michele è stata un'escalation di rancore nei confronti della donna. Situazione acuita dal fatto che con la sospensione dal lavoro era stato costretto a vendere l'auto per vivere. Comunque Beato aveva deciso da tempo ad usare la forza. Infatti a giugno un incontro ravvicinato tra lui e la moglie non era finito in tragedia per poco.Era stato il pronto intervento dei carabinieri ad evitare il peggio. L'episodio era accaduto sempre a Torre di Mosto. L'uomo aveva minacciato di morte Rosa. In quel momento lavorava ancora come guardia giurata ed era armato di pistola, come prevede la legge. I carabinieri intervenuti e come prescrive il Codice Rosso, la legge a tutela delle donne e dei soggetti deboli che subiscono violenze, per atti persecutori e maltrattamenti, ritirarono l'arma di dotazione dell'uomo. A quel punto venne meno il porto d'armi e quindi l'autorizzazione prefettizia a svolgere l'attività di guardia particolare giurata. La società per cui lavorava, l'Axitea, non ha potuto far altro che sospenderlo dal lavoro e dallo stipendio. E questo nonostante l'uomo non avesse mai creato problemi in azienda e fosse una persona tranquilla come lo descrivono i suoi superiori. A questo si deve aggiungere il fatto che Rosa non ha avuto alcun dubbio sul presentare o meno denuncia contro il marito.A Torre di Mosto Rosa si vedeva solo per motivi di lavoro. Ormai viveva a San Stino e comunque continuava ad avere paura di Michele Beato. Aveva ragione. Dentro di sé si rendeva conto che l'uomo prima o poi avrebbe messo in pratica quelle minacce di morte che le aveva fatto a giugno. Era solo questione di tempo.Ieri per fortuna l'appuntamento con la morte è saltato. Rosa è riuscita ad evitare di essere uccisa. Ha reagito appena in tempo per evitare di diventare l'ennesima vittima di un uomo che non sapeva perdere.Rimane il fatto che nonostante gli fosse stata tolta l'arma di servizio era riuscito a procurarsene una che poteva detenere liberamente e per la quale non ci sono prescrizioni. Un'arma letale, la balestra, che si acquista senza nessun problema in rete. --© RIPRODUZIONE RISERVATA