Autorità per la laguna, Zls e la chimica Tutti i nodi slittano al nuovo governo

Francesco FurlanNella città dei commissari presenti (Mose, grandi navi, bretella ferroviaria per l'aeroporto) e probabilmente futuri (Zona logistica semplificata) tutti di nomina governativa, dei vertici dell'Autorità per la laguna non ancora individuati e di un protocollo Fanghi sempre sul punto di essere approvato eppure costantemente rivisto, il cambio di governo metterà nuove carte sul tavolo. E sarà l'esito delle elezioni, i rapporti di potere che ne deriveranno, a definire a chi toccherà giocarle. Per paradosso l'unico che oggi potrebbe giocarle senza correre il rischio di dispiacere a qualcuno è proprio il premier Draghi ma è difficile pensare che, prima di lasciare tra poche settimane palazzo Chigi, decida nomi di incarichi decisivi per il futuro della città. Buon senso, opportunità politica e rispetto per le istituzioni. La nominaBisognerà quindi aspettare il nuovo governo per sapere chi guiderà l'Autorità per la laguna che dovrà occuparsi di Mose, salvaguardia e disinquinamento. A giugno il governo, con l'intervento del ministro Renato Brunetta, ne ha modificato la governance, attribuendo al Comune di Venezia un ruolo più importante rispetto alla prima stesura della legge. La nomina del presidente, di competenza del governo d'intesa con il Comune, era prevista a inizio settembre. «È normale che si debba aspettare il nuovo governo», commentano da Ca'Farsetti, «in ogni caso, con la pausa estiva, la nomina non sarebbe arrivata prima di metà settembre. Quindi si tratta di attendere un po'di più, ma è importante che la nomina, una volta insediato il governo, arrivi presto». La nuova Autorità per la laguna è inserita nel decreto legge "infrastrutture e trasporti" che, dopo essere stato approvato al Senato il 27 luglio al Senato, è atteso alla Camera per l'approvazione definitiva. Confindustria e la Zona logisticaDalla laguna a Porto Marghera dove Confindustria è in attesa di un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri che istituisca la Zona logistica semplificata (Zls). Un provvedimento che, secondo il parere del presidente di Confindustria Venezia, potrebbe arrivare subito. «Il progetto è pronto, basta il decreto, si tratta di ordinaria amministrazione», commenta Vincenzo Marinese, «quindi sarebbe inspiegabile non procedere con l'istituzione». A Roma però sembra esserci maggiore cautela anche perché è probabile che, come è accaduto per le altre zone speciali istituite in giro per l'Italia, il governo decida di nominare un commissario. «È una scelta ma non è un obbligo», rileva Marinese, «anche perché è previsto che sia il presidente dell'Autorità portuale a gestire, tecnicamente, l'avvio della zona». Da qui l'appello del presidente degli industriali Marinese al governo del premier Draghi, dimissionario ma ancora in carica per l'ordinario amministrazione: «Venga istituita subito la Zona logistica semplificata. Non c'è nessun motivo per rinviare». che ne sarà della chimica? Altro tema, collegato al futuro di Porto Marghera come lo è l'istituzione della Zls, riguarda la chimica. Dopo la chiusura, a maggio, dell'impianto del cracking di Versalis e la presentazione del nuovo piano industriale di Eni-Versalis con i progetti e gli investimenti previsti nel Veneziano, era attesa la firma di un protocollo, a Roma, con l'assunzione di impegno anche da parte del ministero dello Sviluppo Economico. Tutto fermo. L'ultimo incontro si è tenuto lunedì primo agosto, ma è stato un incontro tecnico. «Dopo la caduta del Governo, l'incontro non poteva che essere interlocutorio e funzionale solo al fatto di darsi rinnovato affidamento di discussione su Porto Marghera e la chimica in Italia, in attesa della costituzione del nuovo governo», dice Davide Camuccio, segretario dei chimici della Cgil, «non abbiamo perso l'occasione di ribadire la nostra contrarietà alle strategie di Versalis e la nostra preoccupazione per come l'Eni sta portando avanti gli investimenti, in particolare le innovazioni tecnologiche se non di manutenzione ordinaria del hub logistico strategico per garantire la continuità di fornitura dei prodotti necessari agli impianti di Mantova e Ferrara». E la firma del protocollo potrà arrivare solo con il nuovo governo. --© RIPRODUZIONE RISERVATA