Medici, sono 44 le aree carenti a Meolo in 500 restano senza

MEOLOA Meolo i pazienti senza un medico sono ancora 500, dopo l'emergenza scoppiata a maggio per l'improvvisa cessazione dal servizio di due medici di base. A Torre di Mosto si stanno raccogliendo le firme per sensibilizzare l'Usl 4 sulla grave carenza di dottori in paese. Ma è tutto il Veneto Orientale a dover fare i conti con la penuria dei medici di medicina generale. Non a caso, in questi giorni, il problema è stato al centro delle discussioni in molti Consigli comunali. Stando all'ultimo report dell'Usl 4, nel Veneto Orientale i medici di base in servizio sono 125.Le aree carenti sono 44, con le zone decentrate che soffrono di più rispetto ai centri urbani. Le aree carenti sono così suddivise, in base agli ambiti territoriali: 6 tra Meolo, Musile, Noventa e Fossalta; 7 a San Donà; 8 tra Jesolo e Cavallino-Treporti; 7 tra Torre di Mosto, Eraclea e Ceggia; 7 tra San Stino e Caorle; 4 tra Concordia e Portogruaro; infine 5 tra Cinto, San Michele, Pramaggiore e Fossalta di Portogruaro. Questo per ottenere un assetto ideale. Ma basterebbero solo 15 medici in più dell'attuale per garantire già una copertura adeguata. La Conferenza dei sindaci ha chiesto alla Regione di aprire i bandi per reclutare i medici nelle zone carenti almeno due volte l'anno. Oppure, in subordine, la possibilità di attingere alle graduatorie degli anni precedenti. Uno degli ultimi avvicendamenti è avvenuto a San Stino e Annone con il pensionamento del dottor Luigi Xausa, sostituito dalla dottoressa Giorgia Tezzot. A maggio l'emergenza era scoppiata a Meolo, con l'improvvisa cessazione dal servizio dei dottori Alessandra Florian e Andrea Pasqual, che hanno scelto la strada della specializzazione. «A oggi circa 500 meolesi non hanno ancora praticato il cambio del medico. Mentre i rimanenti sono stati assegnati negli spazi previsti negli altri due medici presenti a Meolo o nelle zone vicine», spiega il sindaco Daniele Pavan, «Abbiamo avuto vari contatti con l'Usl 4 e anche un incontro pubblico, in cui il direttore Filippi ha spiegato le problematiche che coinvolgono tutto il territorio per la carenza cronica di queste figure. Confidiamo che in autunno si possano avere nel nostro paese delle nuove leve che occupino i vuoti lasciati dai precedenti medici». A Torre di Mosto la situazione, già critica, si è aggravata per la decisione del dottor Sciacca di non ricevere più in paese, svolgendo l'attività solo nell'ambulatorio di Ceggia. Nell'ultimo Consiglio sono state presentate tre interrogazioni sulla questione medici dai gruppi Progetto Torresano, Nuove Prospettive e dal consigliere Lorenzo Mazzarotto. «Stiamo tenendo un dialogo costante con la direzione sanitaria, proponendo anche delle soluzioni», commenta il sindaco Maurizio Mazzarotto, «Non ultima quella di creare una medicina di gruppo insieme a un altro Comune o all'interno della stessa area funzionale. C'è la disponibilità a intervenire anche con nostre risorse economiche. Ma bisogna mettere insieme pubblico e privato e il nulla osta della Regione». --GIOVANNI MONFORTE © RIPRODUZIONE RISERVATA