Hydrogen Valley resta a secco i fondi Pnrr ai poli concorrenti

Riccardo Sandre / Venezia«Il Veneto, e Venezia in particolare, hanno grandi potenzialità legate allo sviluppo di una filiera dell'idrogeno e dal punto di vista industriale risulta singolare non essere inseriti nei progetti per un'Hydrogen Valley europea». A dirlo il presidente di Confindustria Venezia Rovigo Vincenzo Marinese, la cui associazione è tra i soci del consorzio Hydrogen Park, costituitosi addirittura nel luglio del 2003 per favorire lo sviluppo di una filiera dell'idrogeno verde. Una reazione, quella del presidente di Confindustria Venezia, che segue alla notizia della mancata presenza del Veneto nel programma di sviluppo di un'Hydrogen Valley europea che vedrà invece come protagonisti, assieme a Slovenia e Croazia, il Friuli Venezia Giulia, la Puglia, il Piemonte, la Basilicata e l'Umbria.Le cinque regioni hanno scommesso il proprio "Progetto Bandiera" del Pnrr su questo tema e si preparano a portare a casa a fondi per 4 miliardi di euro. Un colpo che viene poche settimane dopo quello relativo al mancato riconoscimento del Veneto come European Digital Innovation Hub (Edih) da parte delle istituzioni europee. «Il Veneto e Venezia in particolare hanno in piedi iniziative strategiche, sviluppano progetti, e realizzano prototipi avanzatissimi in questo settore, come ad esempio quello del vaporetto alimentato ad idrogeno che un unicum nel mondo» spiega Marinese. «Dal punto di vista industriale mi pare singolare non essere partner di una Hydrogen Valley europea». Il Veneto tuttavia ha scelto come proprio "Progetto Bandiera" del Pnrr il tema della sanità. Ad annunciarlo, ancora all'inizio di maggio 2022, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia. «Non ho ancora letto il progetto nei suoi dettagli» dichiara Enrico Carraro, presidente di Confindustria Veneto. «In linea di massima tuttavia la sanità regionale può contare su di una filiera industriale di grande forza e capacità. Siamo convinti che un progetto del Pnrr su questo tema debba mirare non tanto alla spesa corrente quanto piuttosto allo sviluppo economico ed industriale del territorio». E se la il tema della sanità è vasto, quello invece della filiera dell'idrogeno evoca più facilmente progetti e imprese. «Il sistema Veneto in questi anni e in questi mesi sta scommettendo molto sullo sviluppo della filiera tecnologica dell'idrogeno verde» continua Carraro «tramite progetti industriali, accordi strategici tra privati e così via. Un lavoro in cui sono coinvolte aziende venete e internazionali di primo piano come pure le istituzioni regionali e sono fiducioso che si riuscirà ad attrarre investimenti destinati a rafforzare ulteriormente lo sviluppo di un filiera strategica come questa».Un impegno che l'assessore regionale allo Sviluppo Economico Roberto Marcato fa proprio. «Se il "Progetto Bandiera del Pnrr" regionale sarà sulla sanità, quello dell'amministrazione regionale si chiama Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità» spiega Marcato. «Un progetto che ha davvero molto a che vedere con l'idrogeno. Grazie al Comitato tecnico scientifico istituito dalla Regione Veneto, abbiamo lavorato ad una serie di progetti di altissimo livello che coinvolgono le aziende, il sistema universitario e la finanza regionali con il coordinamento di Veneto Sviluppo. Progetti che sono pronti per partecipare ai bandi del Pnrr dedicati a questo tema. Stiamo lavorando con Confindustria e le imprese del distretto del riscaldamento di Padova, Verona e Vicenza per lo sviluppo delle tecnologie ad idrogeno, mentre si moltiplicano le iniziative private legate a questa filiera a testimonianza della fiducia che il mercato ha nei confronti del progetto veneto di Hydrogen Valley. Un progetto che riteniamo strategico per il futuro sviluppo della regione».--© RIPRODUZIONE RISERVATA