Salvini e Meloni costretti all'unità

il retroscena /2Francesco Olivo / RomaDue settimane per superare le liti e vincere le amministrativi. Nel centrodestra pensano di essere a buon punto dell'opera. Matteo Salvini è scottato dal fallimento dei referendum sulla giustizia, ma ha qualche elemento per non disperarsi. Quando arrivano i primi dati nella notte, nei partiti della coalizione si respira una certa soddisfazione. Nessuno azzarda analisi approfondite, eppure dopo mesi di polemiche tra alleati arriva qualche segnale positivo. Leggendo gli exit poll, ci sono dei punti fermi: uno è Genova e l'altro, pur sempre in bilico, è Palermo. Una vittoria al primo turno nelle due città più grandi al voto in questa tornata sarebbe un risultato importante. Se poi si potesse aggiungere la rielezione senza ballottaggio di Pierluigi Biondi a L'Aquila allora si parlerebbe senza indugio di vittoria. Giovanni Donzelli, responsabile dell'organizzazione di Fratelli d'Italia, chiede prudenza, ma non può non notare «che se gli exit poll fossero confermati per noi sarebbe un successo importante». La vittoria di Palermo potrebbe agevolare la candidatura dell'attuale governatore siciliano Nello Musumeci, nodo delle liti tra Giorgia Meloni e gli alleati.Le note dolenti nei sondaggi pubblicati ieri notte arrivano da Verona e Parma, dove la coalizione è andata divisa, in Veneto senza Forza Italia e in Emilia senza FdI. Situazioni recuperabili al ballottaggio, ma l'analisi è condivisa: «Il centrodestra quando è unito vince e convince», dice Andrea Ostellari, senatore leghista e presidente della Commissione Giustizia del Senato. Gli occhi di tutti sono puntati su Verona. Per Fratelli d'Italia e Lega la linea del Piave, o dell'Adige, è fissata: il sindaco Federico Sboarina deve raggiungere il ballottaggio. Trovarsi davanti a una sfida tra il candidato del centrosinistra, Damiano Tommasi e l'ex sindaco Flavio Tosi, espulso dalla Lega (sostenuto da FI), sarebbe un colpo duro sia per Salvini che per Giorgia Meloni (Sboarina ha aderito a FdI) e uno smacco anche per il governatore Luca Zaia. Per tutta la campagna elettorale i partiti del centrodestra hanno litigato, rinfacciandosi la colpa delle divisioni. Ieri, però, i messaggi sono stati di altro segno: «La priorità è che non vinca la sinistra», dice Licia Ronzulli, senatrice di FI. Non sarà facile, ma «anche se i singoli non si amano, ora dobbiamo agevolare le strategie unitarie, perché l'obiettivo è vincere», aggiunge Donzelli. Oggi è il giorno della verità, perché arriveranno i dati delle liste. Per Fratelli d'Italia l'obiettivo è superare gli altri partiti del centrodestra per ottenere nelle urne quella leadership della coalizione che Giorgia Meloni rivendica già da un po'. Se il sorpasso dovesse avvenire anche in molte città del Nord, in particolare a Verona, Como e Alessandria, allora la posizione di Salvini all'interno del partito potrebbe indebolirsi. Fratelli d'Italia trova soddisfazione anche nella lettura dei referendum: il partito aveva dato indicazione di votare No ai quesiti sulla Severino e sulla custodia cautelare. E i risultati dicono che le percentuali più basse del sì sono proprio su questi due punti: «Vuol dire che i nostri sono andati a votare, Salvini non può darci la colpa del fallimento», dice un dirigente. --© RIPRODUZIONE RISERVATA