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veneziaNessun effetto Lega in Veneto. Anche nella regione a trazione Carroccio, i referendum sulla giustizia affondano facendo segnare il mancato raggiungimento del quorum necessario (dato forse più scontato) ma anche percentuali di partecipazione al voto sotto alle attese visto l'impegno dei colonnelli veneti del partito di Matteo Salvini su questa partita. «L'affluenza ai referendum la registriamo con massima attenzione in relazione al silenzio assordante che non ha aiutato a conoscere quesiti importantissimi. Grazie a chi ha lavorato con noi in questa battaglia» ha detto il padovano Andrea Ostellari della Lega, presidente della commissione giustizia del Senato. «Questa battaglia non finisce qui: esamineremo i dati e lavoreremo per costruire una giustizia migliore», ha concluso Ostellari.La campagna per la raccolta delle firme ha vissuto in regione una mobilitazione importante che ha coinvolto anche il presidente della Regione Luca Zaia. «I referendum chiesti dalla Lega sono per una giustizia equa ed efficiente» le parole di Zaia. «Lo strumento del referendum è la sublimazione della democrazia, quella che parte dal basso, non diretta contro qualcuno ma per garantire l'efficienza del sistema giustizia in un Paese che da decenni invoca la riforma del settore. Dobbiamo dare ai magistrati leggi e strumenti che rendano la giustizia operativa, e i referendum vanno in questa direzione». Obiettivo rinviato.E mentre nella Lega c'è chi parla di complotto, Carlo Nordio, ex magistrato trevigiano, ringrazia «anche chi ha votato no. Sarebbe scorretto aggiungere ai no gli astenuti. Il problema dell'astensione va valutato in quadro più ampio». Da notare che tra le province dove si è registrato il dato più alto c'è Treviso. Una curiosità: all'ultimo referendum, era il 2016 e bisognava esprimersi sulle trivellazioni in mare, il Veneto segnò (alle 19) un'affluenza del 28,6% contro il 19% medio di quelli sulla giustizia. --