Centro per atleti paralimpici alla Croce Rossa

JESOLOUn centro di recupero per atleti paralimpici nella sede della Croce Rossa di Jesolo. In via Levantina è arrivata questa proposta che proviene direttamente dal Comitato regionale Cri. Il presidente regionale del comitato, Francesco Bosa, ne ha accennato in questi giorni nel corso di un'intervista. Un'idea che sembra avere fondamento perché i vertici della Cri hanno già indicato questa ipotesi come realizzabile concretamente e ideale in una città in cui lo sport paralimpico ha avuto molti punti di riferimento, tra eventi sportivi di livello internazionale e manifestazioni. Lo stesso Comune di Jesolo è stato molto aperto e impegnato nel promuovere iniziative per questi atleti Il progetto intende consolidare un centro specializzato per gli atleti paralimpici, il loro recupero e la riabilitazione, quindi anche gli allenamenti e la formazione.Attualmente sono in corso i lavori per la ristrutturazione di parte degli edifici interni, mentre sono stati ospitati alcuni profughi ucraini, in tutto una ventina di persone tra mamme e bambini, negli edifici disponibili e accessibili. Il contributo della Croce rossa di via Levantina è dunque ancora molto prezioso. Non dovrebbero arrivare altri profughi, come nelle estati precedenti quando arrivarono in oltre un centinaio dai paesi africani, terre di conflitti e soprusi. La reazione della città è stata spesso di sdegno e paura perché la presenza di questi profughi in piena stagione è stata considerata destabilizzante e foriera di problemi di sicurezza e ordine pubblico. Il Comune ha comunque tollerato la presenza in passato, purché vi fosse controllo, e i disordini sono stati abbastanza limitati, al di là di qualche corteo o protesta dei profughi e qualche raro caso di reati compiuti quando uscivano dalla struttura. Il progetto di un centro di formazione dovrebbe escludere l'arrivo di nuovi ospiti. Resteranno comunque delle aule per la formazione dei volontari. «Noi siamo favorevoli a qualunque iniziativa che non sia legata alla speculazione edilizia», spiega Salvatore Esposito di Rc, «ci siamo impegnati negli anni scorsi a scongiurare che la struttura finisse all'asta e preda di investitori. Ora c'è la certezza che non sarà più ceduta e ben vengano questi progetti. Ma è bene comunque che in casi di emergenza umanitaria restino anche degli spazi per l'accoglienza di profughi e persone che fuggono da paesi in guerra o dittature». --Giovanni Cagnassi © RIPRODUZIONE RISERVATA