Risarcimenti disastro Antonov Cassazione: sono troppo bassi

veneziaEra il 13 dicembre 1995, quando un aereo Antonov 24 decollava dalla pista del Catullo di Verona, precipitando pochi istanti dopo in un campo di Sommacampagna. Un disastro aereo di proporzioni enormi, nel quale persero la vita 49 persone: i 41 passeggeri e gli 8 uomini dell'equipaggio.LA SENTENZA DELLA CASSAZIONEIl 9 dicembre 2016, la Corte d'appello di Venezia aveva ridotto da 50 mila a 20 mila euro la quantificazione del risarcimento, a carico del Ministero dei trasporti. Sentenza che è stata bocciata dalla Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso di alcuni familiari delle vittime. Adesso la Corte d'Appello, riunita in una composizione differente da quella che già aveva deciso, dovrà quantificare nuovamente il danno subito dai familiari delle vittime, riferendosi alla tabelle risarcitorie (dai parametri più elevati) adottate dal Tribunale di Milano.IL DISASTRO AEREOEra la sera di Santa Lucia di 27 anni fa. Sul Veneto si era abbattuta una forte nevicata. Forse, per scongiurare quello che sarebbe successo dopo, sarebbe stato sufficiente sbrinare le ali ghiacciate dell'aereo: 250 mila lire e 15 minuti di tempo.Una scelta diversa è stata la condanna per 49 persone. Tutte morte. I 41 passeggeri e gli 8 uomini dell'equipaggio.Quattordici i veneti: Paolo Biason (49 anni) di Portogruaro, Antonio Cagneta (46 anni) di Arcade, Franco Cammelli (42 anni) di Montebelluna, Edith Della Libera (35 anni) di Vittorio Veneto, Danilo Furlan (49 anni) di Caerano di San Marco, Guido Gaelotti (44 anni) di Treviso, Romano Gazzini (54 anni) di Costermano, Franco Mazzolin (49 anni) di Campodarsego, Stefania Modesti (27 anni) di Verona, Otildo Morello (59 anni) di Casale di Scodosia, Franco Mortillaro (46 anni) di Bassano del Grappa, Ottorino Pandin (52 anni) di Fontanaviva, Giuseppe Piona (43 anni) di Bussolengo e Giorgio Zago (47 anni) di Padova.L'aereo ha lasciato la pista del Catullo alle 19.53. Precipitando immediatamente dopo, da un'altezza di 150 metri, schiantandosi 49 secondi dopo il decollo. Spezzandosi in due tronconi e andando a fuoco all'impatto con il suolo. Una trappola mortale che non ha lasciato scampo a nessuno degli uomini a bordo.Secondo quanto accertato dalla commissione d'inchiesta, non furono solo le ali ghiacciate a provocare l'incidente aereo, ma anche il fatto che il mezzo trasportasse 210 quintali in più del peso massimo consentito. L'aereo, della compagnia rumena Banat Ait, era diretto a Timisoara. Tra i veneti a bordo, diversi imprenditori, che facevano affari in Romania.LE CONDANNENel processo di primo grado, il tribunale di Verona condannò soltanto il pilota dell'aereo, Ivan Mircea. Ma la sentenza fu ribaltata in sede di Corte d'appello, che condannò per disastro aereo e omicidio colposo plurimo l'allora direttore dell'aeroporto, Francesco Canfarelli (2 anni e 10 mesi), con quello del settore operativo Antonio Realdi (2 anni e 5 mesi), l'addetto al centraggio Davide Albieri (2 anni e 3 mesi) e l'addetto al traffico aereo Renato Rossato (un anno e 6 mesi). Sentenza confermata poi in Cassazione. --laura berlinghieri© RIPRODUZIONE RISERVATA