Malcontenta, San Marco petroli resta dov'è «Pietra tombale sul Vallone Moranzani»

Mitia ChiarinLa San Marco Petroli che secondo i piani del Vallone Moranzani doveva spostarsi nell'area dei 23 ettari, liberando da una difficile convivenza l'abitato di Malcontenta, rimane al suo posto. In commissione comunale è scontro tra maggioranza ed opposizione. Insorge Gianfranco Bettin, di Venezia verde e progressista, che il progetto del Vallone lo conosce benissimo da ex assessore all'ambiente ed ex presidente della Municipalità di Marghera. «Questa delibera è un'altra pietra tombale su un'operazione nata come lungimirante e innovativa». E denuncia l'inerzia dell'amministrazione. Ribatte l'assessore Massimiliano De Martin. «Accusarci di inerzia è dire il falso. Dal 2016 ci sono i fondi, 457 milioni, del governo Renzi per la città. Abbiamo lavorato per garantire risorse per un piano che tra 2008 e 2015 risorse economiche nonne aveva». E assicura che in commissione ci sarà, nei prossimi giorni, una verifica puntuale sul cronoprogramma del Vallone Moranzani, che però marcia in evidente ritardo. Specie per i problemi legati al conferimento dei fanghi. Bettin non ci sta. «Insieme alla realizzazione del sistema di parchi previsto, lo spostamento della San Marco Petroli rappresentava un simbolo e un segno concreto di quella operazione, che aveva visto, nell'ideazione e nel processo decisionale, la partecipazione diretta della popolazione e di tutti i livelli istituzionali competenti (dal consiglio di Municipalità al governo, passando per Comune, Provincia/Città Metropolitana e Regione). Il blocco del progetto, dovuto a questioni contingenti (l'interramento allora bloccato degli elettrodotti) e strutturali (il ridursi dei conferimenti di fanghi con il cui costo di trattamento e smaltimento finanziare il risanamento ambientale di una grande area da un secolo inquinata e compromessa, fra le aree più contaminate d'Europa), non è mai stato superato, per l'inerzia delle amministrazioni coinvolte dal 2015 a oggi», denuncia. In commissione il fronte del Pd con Emanuele Rosteghin e Alessandro Baglioni parlano di una delibera che decreta il fallimento del sogno del Vallone Moranzani. «I problemi strutturali - cioè il blocco del motore del finanziamento - potevano essere superati trasformando il Progetto Moranzani nel cuore della bonifica più generale di Marghera: non solo dell'emergenza fanghi dei canali, dunque, ma dell'emergenza risanamento delle aree portuali e industriali, da restituire a usi produttivi, urbani, ambientali. Non lo si è fatto». E la scelta di utilizzare i fondi Pnrr non per questo ma per stadio e palasport è ritenuta dalle opposizioni un errore grave che pregiudica la ripresa produttiva, il riuso urbano, la rigenerazione ambientale. --