Senza Titolo

IL PERSONAGGIOIl sindaco bomber segna una tripletta e si porta a casa il pallone. «Con tutte le firme dei miei compagni di squadra. Lo metterò nella collezione di palloni che ho nel mio ufficio», rivela. Domenica da incorniciare per Pierfrancesco Munari, attaccante del Cavarzere classe 1981, ma anche sindaco della città. Nel match casalingo che il Cavarzere (Prima Categoria, girone G) ha giocato contro il Due Stelle, vinto per 4-2, Munari ha segnato tre reti: due nel primo tempo (al 9' e al 12'), la terza al 7' della ripresa, prima che l'allenatore gli concedesse la standing-ovation del pubblico.Munari non è nuovo alle triplette, anche se l'impresa mancava da qualche anno. «In carriera ho segnato più di qualche tripletta, credo sei o sette», spiega, «quest'anno è la prima. Per vicissitudini varie, tra infortuni e altro, ho giocato poco. Nel girone d'andata sono rimasto fermo per problemi fisici. Ho ricominciato ad allenarmi con continuità a gennaio. Questa è stata la prima gara in cui sono partito da titolare. E alla prima chance è arrivata la tripletta. Evidentemente, nonostante i capelli bianchi, ho ancora il fiuto del gol. Mi piace l'idea di aver contribuito, seppure in minima parte, alla cavalcata del Cavarzere». Munari è a 5 gol stagionali, tra campionato e coppa. A quattro giornate dal termine, il Cavarzere è in testa al girone con 57 punti, sette in più del Pettorazza. La promozione è a un passo, dopo un torneo dominato. «Senza ombra di dubbio abbiamo fatto una bella cavalcata», prosegue Munari, «speriamo di mantenerla viva in queste ultime giornate».La festa promozione? «Come giocatori sapremo sicuramente come festeggiare. Come amministrazione sto già pensando a qualcosa. Ma da sportivo dico che è sempre meglio aspettare, prima di cantar vittoria».Come sono stati i tre gol? «Diciamo due da vecchia volpe e uno di più pregevole fattura», spiega il sindaco attaccante, «la prima rete è stata un po' da rapina d'area, un gol da uomo d'esperienza. Su un cross in mezzo, ho anticipato il difensore vicino alla porta e ho insaccato. Il secondo è stato il più bello dei tre. Su una punizione laterale dalla sinistra scodellata in area, ho staccato e segnato con un bel colpo di testa sul secondo palo. Il terzo è stato simile al primo, su una mischia in area».Munari è un tifoso del Milan. Impossibile non accostarlo a Ibrahimovic. «È del mio stesso anno, siamo nati nello stesso mese e abbiamo pochi giorni di differenza. Peccato che lui sia un campione e io un "brocco" di provincia», conclude ridendo, «ma mi diverto, con una passione sfrenata per il calcio che credo abbia anche Ibra». --GIOVANNI MONFORTE