Via del Mare, fuori un'altra cordata e l'iter rischia di allungarsi ancora

Laura Berlinghieri / veneziaDi quattro, ne è rimasta soltanto una. Per ora. Perché il bando di gara risale a otto anni fa e, per questo, il nervosismo è palpabile. La Strada del Mare Srl è stata esclusa dalla procedura di aggiudicazione della concessione per progettare, costruire e gestire il project financing della cosiddetta Via del Mare, la superstrada a pedaggio che dovrebbe condurre da Meolo a Cavallino-Treporti. A logica, l'appalto dovrebbe finire nelle mani dell'unico contendente, il Gruppo Sis. Ma, con la valutazione ancora in corso e, soprattutto, regole del gioco decise otto anni fa, non sono escluse ulteriori sorprese, che potrebbero anche risolversi nell'esito più sciagurato: un «tutto da rifare».Del resto, il progetto di superstrada tra A4 e litorale veneziano è vagheggiato da 20 anni, con l'opera che è stata messa a gara dalla Regione nel lontano 2014. Appena l'anno successivo la Giunta aveva dovuto sospendere la gara, dopo l'apertura di un'inchiesta da parte della magistratura. Era l'inizio di un percorso dai moltissimi ostacoli. Il cui ultimo atto è stato messo nero su bianco nel bollettino regionale di ieri: il decreto di esclusione, firmato da Marco D'Elia, direttore delle infrastrutture e dei trasporti regionali, della Strada del Mare Srl, che non avrebbe «accettato la lettera d'invito senza riserva alcuna, come espressamente richiesto».La valutazione è ancora in corso, manca la ratifica della Giunta, ma la cordata sembra ormai fuori dai giochi, insieme al gruppo Mantovani. La Strada del Mare Srl, infatti, è formata al 20% da Adria Infrastrutture (costola del gruppo Mantovani), al 40% da Strada del Mare Spa (composta da una ventina di imprenditori jesolani) e al rimanente 40% dal Consorzio Vie del Mare (formato da costruttori, tra cui Mantovani, Carron, 3C e Rodighiero).Adesso la commissione di valutazione dovrà vagliare la posizione dell'altra cordata in gioco: il Gruppo Sis, concessionario unico della Pedemontana. Se riuscisse ad avere la meglio, per la società - che fa capo alla spagnola Sacyr, riconducibile al colosso Repsol e alla famiglia Dogliani di Cuneo - sarebbe la seconda vittoria sulla Mantovani, che aveva provato ad aggiudicarsi l'appalto proprio per la Pedemontana. Per capire cosa accadrà bisognerà attendere ancora alcune settimane, poi sarà emesso il verdetto definitivo.LA VIA DEL MAREIl progetto della Via del Mare, da 200 milioni di euro, mira a creare 26 chilometri di superstrada: i primi 18,8 dal casello di Meolo e Roncade fino alla rotatoria Frova di Jesolo. E poi ulteriori 7 chilometri, fino al ponte di Cavallino-Treporti. Il progetto dovrebbe coinvolgere circa 12 milioni di turisti: per svincolarsi dal traffico verso il litorale, dovranno pagare un pedaggio tra i 2,5 e i 3 euro. Esclusi dal pagamento, i residenti dei Comuni coinvolti: Meolo, Roncade, Musile, San Donà, Fossalta, Eraclea, Jesolo e Cavallino-Treporti. L'opera, che sarà finanziata interamente con capitali privati, è osteggiata da più parti, soprattutto nell'entroterra, dove si teme l'impatto del traffico, che si riverserà sulle strade non a pagamento. E l'ennesimo "impasse", con l'esclusione di uno dei due pretendenti, potrebbe irrobustire il «fronte del no». --© RIPRODUZIONE RISERVATA