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moglianoHa ottenuto uno sconto di pena di quasi due anni di carcere, il minorenne che nella primavera dell'anno scorso, in una strada di campagna di Mogliano, aggredì con un coltello a scopo di rapina una studentessa universitaria di 26 anni, impegnata a fare jogging, lungo una strada di campagna di Mogliano. A distanza di tre mesi e mezzo esatti dalla sentenza di primo grado, che lo condannò a 6 anni e 8 mesi di reclusione per tentata rapina aggravata e tentato omicidio, il tribunale dei minori è tornato a riunirsi per esaminare il caso che tanto clamore suscitò. I giudici della Corte d'Appello, presieduta da Alberta Beccaro, hanno ridotto di un anno e 8 mesi la condanna di primo grado quantificando in cinque anni la pena complessiva. Una sentenza che soddisfa il legale del quindicenne, l'avvocato Matteo Scussat: «Bisogna attendere le motivazioni della sentenza - commenta il legale del foro di Venezia - ma l'impressione è che il collegio abbia finalmente colto e tenuto conto delle finalità del processo minorile che sono innanzitutto di recupero e riabilitazione. In tal senso la rimodulazione della pena appare funzionale all'avvio di un programma di recupero. Tutto ciò non può che essere motivo di soddisfazione. Si è portato così il minore al centro del processo». Va detto che non è mai stata chiarita la ragione che ha spinto il giovane, nel pomeriggio del 22 marzo dell'anno scorso, ad aggredire Marta con una rabbia incontrollabile. È stato accertato che i due non si conoscevano. La scelta della sua vittima era stata dettata dal caso: in quel momento, lungo via Marignana aveva assalito con un coltello da cucina la 26 enne moglianese soltanto perché era sola. Marta stava facendo jogging, quel pomeriggio: il giovane all'improvviso l'aveva assalita e colpita ripetutamente - almeno venti i colpi -, spingendola nel fossato. Il quindicenne è tuttora in custodia cautelare all'Ipm - istituto penale minorile - di Treviso e vi rimarrà finché la sentenza non diventerà definitiva. Un anno l'ha scontato, gliene rimangono altri quattro. Il processo al tribunale dei minori di Mestre ha avuto tempi rapidissimi. A distanza di quasi nove mesi dall'aggressione è arrivata la sentenza di primo grado mentre per quella d'Appello è bastato un anno. La riduzione in Appello di un anno e 8 mesi di reclusione rispetto alla pena di primo grado significa che il giudice potrebbe aver accolto la tesi dell'incapacità totale di intendere come sostenuto da Rizzo. Ma per avere la certezza bisognerà attendere il deposito delle motivazioni della sentenza fissata in 60 giorni. --Marco Filippi