Autogol in Polonia la base della Liga "processa" Salvini

TREVISO «Salvini? Penso che abbia perso il contatto con la realtà, cosa sia andato a fare in Polonia in questo momento è fatto noto solo a lui e a chi lo consiglia malamente». Marco Serena, leghista di spicco, già sindaco di Villorba, alle porte di Treviso, non ha resistito. E punzecchiato su Facebook da due amici sulla visita di Matteo Salvini in Polonia, ha messo nero su bianco quello che pensa.«Abbiamo lo spettro di un'economia post bellica che aleggia in Italia, sarebbe stato meglio avesse scelto di concentrarsi su questo tema, piuttosto che andare a fare una figuraccia all'estero», continua l'ex primo cittadino del Carroccio.Un post immediatamente rimbalzato nella Lega trevigiana e veneta, data anche la rilevanza di Serena, esponenti di spicco del fronte degli amministratori e del buongoverno, che è una delle anime delle Lega trevigiana. Uno "sfogo" che ha subito raccolto mille adesioni, soprattutto fra i militanti e gli amministratori, preoccupatissimi per gli effetti della sortita polacca del leader nazionale. Ma mica nero su bianco, in rete. Nossignori: ma è un dato di fatto che fino a tarda sera, ieri, fosse impossibile agganciare il cellulare di Serena. Tutti - l'avrete già capito - a complimentarsi, a sostenerlo. E certo, e a scusarsi se non lo emulavano. Capirai: si parla di sindaci, assessori, consiglieri comunali e regionali, componenti di consigli di amministrazione di consorzi e utilities. Se non la spina dorsale, poco ci manca.Su altre più private chat di militanti, intanto, sin da martedì andava in whatsapp di tutto. Piccola antologia: «Figuraccia di... palta (diciamo così, ndr)» la più gettonata, «Siamo alla frutta», «Ma non poteva stare a casa?», «Star fermo gli costava meno», «Ma chi lo consiglia?», «Ha perso la credibilità, persino davanti a Putin che ora lo valuterà per bene», «Un bel tacer non fu mai scritto», e via andare, fino ai fatidici "sinque schei de mona in scarsea" e un definitivo, politicamente apocalittico «la nostra tomba». Non si è parlava d'altro, ieri, nella Liga veneta. Ma figurarsi se i big prendono posizione. Persino il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, prima della nuova uscita pubblica con il suo libro a palazzo dei Trecento a Treviso, incontro presentato dall'ex magistrato Carlo Nordio, ha alzato le braccia: «Perché rompete anche in queste occasioni?». Il silenzio è d'oro. Bisogna arrivare a Roma, per trovare chi difende il Capitano. «È stata un'imboscata», dicono in diversi, fra Camera e Senato. Ma l'umore è nero, e anche tra i fedelissimi il contraccolpo è stato fortissimo.RadioLega assicura che i mal di pancia, adesso, comincino anche nella capitale, fra i timori per l'ascesa di Fratelli d'Italia e di Giorgia Meloni, e la consapevolezza che i territori "friggono" da tempo. E si torna a mettere nel mirino la cerchia dei più stretti collaboratori e consiglieri del leader leghista. --Andrea Passerini© RIPRODUZIONE RISERVATA