Truffa dei bonus, Ance si costituisce parte civile

«Un segnale deciso, di legalità e trasparenza, contro chi delinque inquinando il mercato delle costruzioni e danneggia gravemente l'immagine della categoria». Giovanni Salmistrari, presidente dell'Ance Venezia è categorico nel sottolineare i motivi che hanno spinto l'associazione costruttori di Venezia a costituirsi parte civile nel giudizio per la maxi frode sui crediti da bonus edilizi che coinvolgono un commercialista di Chioggia. Si tratta di una presa di posizione che l'Ance non aveva mai assunto in 75 anni di storia. Il mandato è stato affidato allo studio dell'avvocato Paolo Pettinelli. Sottolinea l'Ance: «Come sembra delinearsi dalle notizie di stampa, si tratta di una delle più eclatanti frodi scoperte nelle ultime settimane». Per avere un'idea di quanto ammonta il valore della frode basti pensare che il primo bilancio parla di un sequestro di 15 milioni di euro, 10 milioni in immobili, 3 milioni di quote societarie e ben 2 milioni in contanti, trovati dentro alcuni trolley. Ma nei prossimi giorni, dai 44 comandi provinciali coinvolti nell'operazione, arriverà una fotografia più precisa di quanto trovato agli oltre 70 indagati nell'inchiesta della procura e della guardia di Finanza di Rimini sui falsi crediti di imposta, realizzati facendo ricorso - ma solo sulle carte - ai bonus facciate, sisma bonus e bonus locazioni. A questo si devono aggiungere a quello trovato dalle Procure di Venezia e Treviso. Ancora Giovanni Salmistrari: «Vogliamo dare un chiaro segnale di netta contrapposizione rispetto a queste pratiche illegali che per le nostre imprese hanno un drammatico effetto negativo, sia in termini di inquinamento del mercato delle costruzioni, che in termini di danno all'immagine di un'intera categoria e, ancora, in termini di provvedimenti restrittivi che il Governo adotta per contrastare le frodi che di fatto finiscono per danneggiare tutti». «Come Ance», prosegue il presidente, «abbiamo stigmatizzato il comportamento del governo che, per reprimere le violazioni, ha emanato norme che rischiano di penalizzare un intero settore, ma dobbiamo essere inflessibili con chi specula sulle spalle dei cittadini, delle imprese e dello Stato. Un'azione forte, che speriamo possa rappresentare un precedente seguito da tutti quelli che hanno a cuore il buon nome di una categoria infangata da comportamenti truffaldini». L'Associazione dei costruttori ricorda che da sempre sostiene, e ribadisce, la necessità di introdurre filtri qualitativi per coloro che si avvicinano ai bonus, per evitare che gli incentivi possano diventare appannaggio di soggetti improvvisati o, peggio, spregiudicati e privi di scrupoli. «Purtroppo siamo stati facili profeti e, grazie alla assoluta mancanza di controlli (in particolare per i crediti gestiti da Poste Italiane), risorse ingenti pubbliche sono state sottratte all'economia sana». «Costituirsi parte civile», conclude Giovanni Salmistrari, «è una decisione grave nel segno della legalità e della trasparenza, che abbiamo assunto con la consapevolezza che sia indispensabile non solo prendere le distanze a parole, ma anche concorrere a perseguire chi si è reso responsabile di queste truffe così odiose». --C. M. © RIPRODUZIONE RISERVATA