Usura, minacce ed estorsioni domani gli interrogatori

veneziaSono in programma per domani, davanti al giudice per le indagini preliminari di Venezia, gli interrogatori di garanzia dei quattro arrestati nell'ambito dell'ennesima (è, ormai, il caso di dirlo) inchiesta su estorsioni e minacce in odor di mafia, sul territorio Veneto. In questo caso, seguendo gli affari del clan dei Bolognino - casa a Rosà, solidi legami con la famiglia 'ndranghetista Grande Aracri, già al centro di condanne in primo grado per associazione di stampo mafioso e affari tra Emilia e Veneto - le indagini della Guardia di finanza, coordinata dalla pm della Distrettuale antimafia Paola Tonini, sono arrivati a nuove estorsioni e minacce. Come quelle ai danni dell'imprenditore trevigiano Giuseppe Severin - affari nel mondo dell'edilizia e dei rifiuti, alcuni finiti sotto indagini e in prescrizione - costretto a cedere sottocosto Villa Ducale a Mazzorbetto, di fronte a Burano nella laguna di Venezia, per far fronte a un debito a strozzo.Agli arresti Antonio Genesio Mangone, 57 anni, considerato il picchiatore del clan Bolognino e già in carcere; Bernardino Cuman e il figlio Giulio, architetto di Schiavon, in provincia di Vicenza, che si sarebbero occupati delle riscossioni dopo l'arresto de "l'avvoltoio" Mangone; e il kosovaro Ilir Shala, residente a Trevignano, imprenditore agli arresti domiciliari, nuovo proprietario della villa di Severin. Tra i sette episodi di estorsione contestati al gruppo, anche quello ai danni di Gianni Magnan, l'ex segretario del Pci polesano finito nel 2003 nell'inchiesta sulla bancarotta fraudolenta dell'agenzia Eurobic di Rovigo. --r.d.r.