Due fratelli siriani in manette «Vivevano come invisibili»

FOSSALTA DI PIAVEA Fossalta non li conosceva nessuno. I due fratelli siriani arrestati ieri all'alba, nel corso di un mega blitz della guardia di finanza, nelle indagini coordinate della Procura di Lecce, erano ombre che si aggiravano per lo più sul terrazzo della palazzina di due piani nella centralissima via Italia.Erano in quell'appartamento da circa un anno e mezzo e li vedevano fumare o restare ore al cellulare quando uscivano dalla porta finestra. «Salutavano con un cenno della mano - raccontano alcuni residenti - o poco di più. Non conoscevano la nostra lingua e vivevano quasi come invisibili, salvo restare sul terrazzo a parlare con chissà chi. Non sapevamo neppure come potessero mangiare, visto che non uscivano, neanche per andare a fare la spesa. Almeno così sembrava. Di tanto in tanto arrivava qualcuno, persone straniere, in sella alla bicicletta. Erano in molti a chiedersi cosa facessero. Ma non disturbavano né creavano problemi, suscitavano soltanto curiosità».Ieri hanno scoperto tutti finalmente cosa si celava dietro a quell'appartamento nel cuore della cittadina del basso Piave, che si è trovata catapultata al centro di una vasta inchiesta sul traffico dei migranti. Alle 4 di ieri l'elicottero della guardia di finanza stava già sorvolando i cieli della tranquilla cittadina sulle rive del Piave, famosa per il ponte di barche, la birreria Caramel e perché vi è rimasto ferito Hemingway nella Grande Guerra. «Abbiamo sentito il fragore dei motori - racconta un cittadino che abita poco distante - poi le luci dei fari sulle case. Ci siamo chiesti tutti cosa stesse accadendo a Fossalta di tanto grave per quella mobilitazione in massa:, una decina di auto, fotografi, flash. Hanno svegliato di soprassalto un paese».Il sindaco, Manrico Finotto, non era informato del blitz. «Ho chiesto subito cosa stesse succedendo - dice il primo cittadino - ma queste operazioni sono giustamente tenute segrete. Siamo lieti che Procure e forze di polizia lavorino costantemente per garantire la sicurezza dei cittadini e svelare trame criminali come queste, che prima o poi vengono scoperte e fermate». --Giovanni Cagnassi© RIPRODUZIONE RISERVATA