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CAMPOLONGO «Ciao Daniele, di te ricorderemo la grande precisione e passione nel lavoro, un lavoro che amavi e facevi con scrupolo. Un lavoro per il quale tanti progettisti chiedevano pareri a te, perché sapevi dare con la tua esperienza risposte concrete e soluzioni». Così un collega di lavoro a nome di tanti amici e compagni ha ricordato nella chiesa di Santa Maria Assunta a Campolongo la figura di Daniele Zacchetti, l'uomo di 58 anni morto a causa di un incidente sul lavoro nel porto di Trieste quasi due settimane fa. A dargli l'ultimo saluto c'erano quasi 200 persone. Zacchetti, che lavorava per l'azienda di Mira "Pasqual Zemiro", insieme con un collega stava smontando l'attrezzatura del cantiere di una banchina non più operativa. Improvvisamente il braccio meccanico pesante diverse tonnellate ha ceduto di schianto travolgendolo. È morto sul colpo. Oltre ai colleghi di lavoro e ai titolari, ieri per il Comune di Campolongo c'era la vicesindaco Serena Universi.«Daniele faceva un lavoro nei cantieri edili stradali e dei porti» ha ricordato il collega «Daniele sopportava le giornate più calde, soprattutto quando lavorava nei porti. Quando poteva si gettava in acqua per fare un tuffo rigenerante. La stagione fredda la amava di meno, ma senza mai lamentarsi. Aspettava l'arrivo della primavera. Amava l'acqua la convivialità e l'allegria».Ieri la Pasqual Zemiro è rimasta chiusa per lutto. La messa è stata celebrata da don Vassili che ha ricordato la vicinanza della comunità alla famiglia. Daniele Zacchetti era residente da qualche anno a Calcroci, ma era originario di Santa Maria Assunta.«Ho voluto esserci» spiega la vice sindaca «per sottolineare la vicinanza di questa amministrazione ad una famiglia così pesantemente colpita». L'area in cui è avvenuto l'incidente a Trieste è ancora sotto sequestro. La magistratura triestina dovrà chiarire fatti e responsabilità nei prossimi mesi di quello che è successo. Daniele Zacchetti lascia l'anziana mamma, il figlio Mauro, Anna e le sorelle. --A.Ab.