Una cittadella milionaria Stadio, palasport, piscina nei terreni del Quadrante

Mitia Chiarin«Ho deciso di non fare più il palazzetto sulla mia terra e con i miei soldi». Parole chiarissime, quelle di Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia, al premio allo sport del Panathlon. Che decretano l'addio al progetto del palazzetto della Reyer ai Pili. Via libera, invece, alla cittadella dello sport a Tessera, nei terreni del Quadrante. Dopo anni di polemiche, e tre consigli comunali sull'affaire Pili, si torna alla soluzione indicata dal Pat, Piano di assetto del territorio, lasciato dalle giunte di centrosinistra. Le avvisaglie, nei mesi scorsi, c'erano tutte. Mancava solo il definitivo stop di Brugnaro, che è arrivato. A luglio 500 mila euro erano stati destinati dalla giunta comunale allo studio di fattibilità della cittadella dello sport a Tessera. L'assessore al bilancio Michele Zuin aveva spiegato che anche se il Venezia Fc ha rinunciato, per ora, al nuovo stadio, la questione degli impianti per squadre in massima serie resta una priorità. Ad ottobre, da sindaco metropolitano, Brugnaro ha firmato con un decreto i 14 progetti inviati al Ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili per finanziarne la progettazione con studi e fondi del Pnrr: in prima fila c'era proprio la cittadella dello sport a Tessera. Con nuovo stadio, nuovo palasport e piscina olimpica da 50 metri. Nuovi grandi impianti per il Venezia calcio, la Reyer e anche, perché no, concerti ed eventi. Nel frattempo il governo Draghi ha inviato al Cipess per l'approvazione finale, dopo mesi di polemiche tra ministeri, il progetto del treno per l'aeroporto di Tessera che si farà con una spesa, prevista, di 475 milioni per un treno che corre in parallelo alla bretella autostradale e arriva al Marco Polo in galleria e con la confermata fermata Stadio. Progetto nato da una intesa tra Save-Enac e Rfi, contestato dagli ambientalisti, ma ritenuto strategico dal governo perché tra le opere per le olimpiadi di Milano-Cortina del 2026. Nei terreni del Quadrante di Tessera, 33 ettari, era previsto lo stadio del Venezia Fc, poi cancellato con la nuova presidenza dell'americano Niedauer. La proposta progettuale nell'ottobre 2018 aveva ottenuto la dichiarazione di pubblica utilità del Comune, ai sensi della legge sugli stadi, per realizzare su40 ettari di aree (che distano 12 chilometri da Venezia e circa un chilometro dal Marco Polo) uno stadio da 18 mila posti, ampliabile fino a 25 mila con un parco commerciale e aree di ristorazione, un hotel a 4 stelle da circa 150 camere, un sistema vasto di parcheggi e di viabilità con un valore di opere pubbliche di circa 31 milioni e 300 mila euro e opere di viabilità a carico del Comune stimate in 11 milioni di euro che vengono compensati con i fondi "congelati" dalla Save. Poi non se ne fece nulla: il Venezia Fc ha scelto di investire su Sant'Elena e nella cittadella sportiva di via Vendramin, a fianco del Taliercio, che proprio ieri ha ottenuto il via libera per 40 anni della giunta comunale, a fronte di un investimento da 7 milioni di euro.Il vicesindaco, con delega allo sport, Andrea Tomaello, conferma che le nuove valutazioni sono in corso. «Anzitutto si stanno valutando le possibili linee di finanziamento, i percorsi e le procedure per realizzare i vari impianti», ci spiega, «e non è escluso di procedere per stralci. Ad esempio prima il palazzetto, poi lo stadio e la piscina. Stiamo lavorando». Operazione milionaria, senza dubbio. Il progetto del Venezia Fc, poi accantonato, valeva minimo 186 milioni di euro. Nelle richieste di finanziamento attraverso il Pnrr, Venezia per la cittadella metropolitana dello sport, ne ha chiesti ben 280 di milioni di euro. Ipotizzando uno stadio da 16 mila posti (valore, 130 milioni), un palasport da 15 mila spettatori (120 milioni), una piscina olimpionica (20 milioni) e anche un centro di atletica (10 milioni). Valgono 35 milioni i terreni dove costruire: sono della "Cmv Spa", l'immobiliare del Casinò che detiene la proprietà di 398.342 metri quadri. A fianco ci sono pezzi di proprietà della vecchia Serenissima Spa, della società Autostrade Venezia-Padova e del Demanio. Poi ci sono i terreni dei privati. Dall'altra parte della bretella i terreni di Save. In passato, il Quadrante era arrivato a valere fino a 140 milioni di euro. --© RIPRODUZIONE RISERVATA