Addio a Mauro Daneluzzi arbitro e guardalinee di livello internazionale

CINTO CAOMAGGIOREUna notizia terribile scuote il mondo dello sport e del calcio. È morto ieri all'Hospice di San Donà, dove era ricoverato a causa di un tumore, Mauro Daneluzzi, osservatore arbitrale del calcio professionistico, già arbitro in serie C e guardalinee internazionale. Aveva 63 anni, lascia nel dolore una sorella. Daneluzzi aveva scoperto la malattia due anni fa. Era iscritto alla sezione arbitrale Aia di Pordenone da 6 anni, dopo una vita trascorsa in quella di Latisana. Dal 1975 al 1990 ha percorso tutte le categorie arbitrali. Dopo le esperienze nel calcio giovanile e tra i dilettanti, negli anni '80 era stato promosso in serie C. Dotato di un fisico atletico, supportato da un'altezza superiore all'1,90, si è trovato a un bivio dopo i Mondiali di calcio in Italia: smettere o fare il guardalinee, e lui ha optato per la seconda strada. Una scelta che era felice di avere fatto. Per Daneluzzi si è spalancato un decennio favoloso, dal 1991 fino alla fine della carriera, nel 2001.La data simbolo della sua carriera, ma probabilmente di tutta la sua vita, è l'8 settembre 1996, stadio Meazza a San Siro, Milano. Daneluzzi è il guardalinee che segue l'avvincente azione con il quale l'allora imprendibile attaccante del Milan George Weah segna una rete fantastica al Verona, partendo dall'area della sua squadra e infilando la porta avversaria dopo una cavalcata memorabile e un numero incredibile di dribbling. I rossoneri vinsero quella gara 4-1 e poi, grazie anche a Roberto Baggio, lo scudetto.Durante una gara del Genoa, Daneluzzi ebbe uno screzio molto duro con l'attaccante rossoblù Marco Nappi, che si risolse con un abbraccio a fine gara. La sua migliore stagione era stata però la 1999/2000. Fu guardalinee in Malta- Germania 1-2, gara valida per le qualificazioni all'Europeo del 2000 e in Bordeaux- Schalke 04, valida per il secondo turno dell'allora coppa Uefa. Nel 2004 fu premiato dalla giunta di Luigi Bagnariol a Cinto, assieme ad altri campioni del calcio di origini cintesi: il centrocampista del Milan della Stella, Walter De Vecchi, il campione d'Europa con la Nazionale francese Patrick Battiston, e il campione francese di rugby Jean Marc Furlan. «Era un uomo elegante, generoso, aiutava i nostri giovani arbitri ed era un grande signore. Un uomo d'altri tempi», ha commentato il presidente dell'Aia di Pordenone, Manuel Giacomazzi.Raggiunto dalla notizia nella tarda mattinata di ieri il sindaco di Cinto, Gianluca Falcomer: «Mauro Daneluzzi ha contribuito a innalzare Cinto Caomaggiore a una dimensione nazionale e internazionale. È stato un grande protagonista del calcio contemporaneo». I funerali non sono ancora stati fissati. --Rosario Padovano© RIPRODUZIONE RISERVATA