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Eugenio Pendolini / VENEZIAVentisette chilometri di asfalto mancanti. Una scia continua di sangue, incidenti, ritardi nella circolazione. Una sorta di canale di Suez su gomma dove basta la distrazione di un automobilista o di un camionista per interrompere l'economia dei trasporti da e verso l'Est Europa. È la situazione in cui versa l'imbuto dell'autostrada A4, nel tratto veneto tra San Donà di Piave e Portogruaro, dove manca la Terza corsia.Dal 1970 ad oggi, infatti, l'infrastruttura è rimasta identica a se stessa. Dall'inizio dell'anno sono già dieci le vittime sul tratto di A4 che attraversa il Veneto orientale. In media un incidente con esito mortale al mese. I morti sono per lo più camionisti e lavoratori. Ma sono stati parecchi anche gli incidenti che, pur fortunatamente senza conseguenze irreversibili, hanno comunque causato dei feriti gravi. E, anche quando non vi sono state conseguenze per le persone, le ripercussioni sono state notevoli per la viabilità. È il caso di quanto accaduto il 25 agosto, quando una cisterna di gpl ha preso fuoco fra Portogruaro e Latisana. L'emergenza ha comportato la chiusura dell'autostrada per 12 ore. L'ultimo tratto rimasto da progettare e realizzare è, appunto, quello tra San Donà e Portogruaro: 27 chilometri. Costo previsto: 440 milioni di euro. Ora, all'orizzonte, sembrano esserci indicazioni precise su tempi e finanziamenti. L'ha messo nero su bianco l'assessore regionale ai trasporti Elisa De Berti che nei giorni scorsi ha risposto a un'interrogazione del Pd. Innanzitutto, la cornice della A4 Venezia-Trieste è quella di un'infrastruttura affidata in concessione dal ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile ad Autovie Venete, società presieduta da Maurizio Paniz e partecipata dalla Friulia Spa al 72,9%, il cui socio di maggioranza è la Regione Friuli Venezia Giulia al 78,3%, dalla Regione Veneto con partecipazione societaria del 4,8%, dal Comune di Venezia ed altri. I pedaggi dell'infrastruttura vengono incassati dalla società ed utilizzati per la gestione e manutenzione della stessa autostrada. La proroga della concessione è funzionale alla creazione di una newco, Società Autostrade Alto Adriatico, partecipata al 67% dalla Regione Friuli e al 33% dal Veneto. C'è poi il grande tema dei finanziamenti e dello stato di avanzamento dei lavori. Il primo lotto Venezia-San Donà è già stato completato e in esercizio. Due interventi sono ancora in corso: il tratto Portogruaro-Alvisopoli in fase avanzata di cantiere sarà completato entro dicembre 2022; entro fine 2021 invece dovrebbe concludersi il tratto Gonars-Palmanova. Discorso più complesso per l'ampliamento del casello del Lisert a Monfalcone. Dopo la sospensione della prima gara, di recente è stata pubblicata la graduatoria finale della seconda gara. L'avvio dei lavori è previsto in tempi brevi. Ma il vero rebus riguarda il tratto a due corsie tra San Donà di Piave, San Stino di Livenza e Portogruaro. «Su quella tratta le attività di cantiere non risultano in ritardo rispetto ai programmi approvati», fa sapere l'assessore regionale che poi comunica che di recente su quel tratto sono stati destinati 50 milioni di euro per avviare nuovi cavalcavia, propedeutici alla realizzazione della terza corsia. I lavori in questo caso inizieranno nel 2023 e si concluderanno nel 2026. «Tuttavia mancano circa 440 milioni di euro per completare l'intera terza corsia che dovranno essere recuperati dalle entrate tariffarie del piano finanziario della nuova concessione", continua De Berti. «La Regione si sta adoperando per accelerare quanto più possibile il procedimento di affidamento della nuova concessione alla costituenda società partecipata dalle due Regioni».Entro l'anno in corso, infine, è prevista la Conferenza dei Servizi per l'approvazione del Progetto Preliminare del casello di San Stino di Livenza. -- © RIPRODUZIONE RISERVATA