Fusione tra Cona e Cavarzere sondaggio che divide i candidati

il casoUn comune unico nell'area sud della provincia di Venezia per contare di più nella Città metropolitana. La fusione tra i comuni di Cavarzere e Cona ed eventualmente anche con Chioggia, come aveva proposto l'ex sindaco di Cona Alberto Panfilio che però non aveva trovato sponda nel suo collega clodiense, è il tema principale della campagna elettorale per le prossime amministrative di Cavarzere. Tema di stretta attualità, visti i numeri impietosi che relegano agli ultimi due posti in classifica nella provincia proprio Cavarzere e Cona per numero di abitanti persi negli ultimi 15 anni (e al terzultimo c'è Chioggia), che stanno a significare che, senza un significativo segnale di svolta, il territorio rischia di sprofondare in un buco nero da cui sarà molto difficile poi risalire. Il dibattito di Cavarzere rimbalza fino a Cona, dove il sindaco leghista, Alessandro Aggio, ha deciso di rompere gli indugi e chiedere ai propri concittadini un parere su una eventuale fusione tra i due comuni. Da oggi fino al prossimo lunedì, infatti, i residenti di Cona sono chiamati ad esprimere il loro parere attraverso una scheda, in un seggio appositamente preparato nel municipio di Pegolotte, dove si chiederà se sono contrari o favorevoli alla fusione con Cavarzere, ma anche se sono eventualmente contrari alla fusione con Cavarzere ma favorevoli alla fusione con un altro comune limitrofo. «La fusione» spiega Aggio «porta alla scomparsa degli attuali enti amministrativi e la creazione di un unico nuovo ente. Oggi chiediamo ai cittadini maggiorenni di Cona di esprimere il proprio parere solo a titolo di sondaggio esplorativo, per recepire la sensibilità dei cittadini verso una eventuale fusione, non solo con il comune di Cavarzere». A Cavarzere, tra i candidati in campo, è il centrodestra a spingere di più verso quel percorso che potrebbe portare alla fusione tra i due comuni. «Già nel 2018» spiega Pierfrancesco Munari, candidato del centrodestra «avevamo presentato uno studio di fattibilità, ma della fusione se n'è parlato solamente una volta in Consiglio comunale. Abbiamo perso tre anni ed ora bisogna accelerare il passo perché si rischia che questo venga calato dall'alto senza gli effetti sperati. Il 90% della gente, senza gli strumenti di comparazione appropriati, non vuole la fusione per mille ragioni, ma messi nelle giuste condizioni potranno poi liberamente scegliere. E' un treno che bisogna prendere adesso, perché poi non passa più». Più cauto Paolo Fontolan, candidato sindaco del centrosinistra. «Avevamo già avviato dei contatti con il comune di Cona» ricorda «ma non abbiamo avuto risposte. Non siamo contrari, non ci sottraiamo al confronto, ma deve essere vantaggioso per entrambi, per non rischiare di sommare le problematiche». --DANIELE ZENNARO