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IL CASO Nella campagna elettorale del 2020 ci furono dei finanziamenti sospetti a sostegno della candidatura di Luigi Brugnaro, sindaco uscente poi rieletto? Sì secondo il quotidiano Il Domani che in un'inchiesta pubblicata ieri in prima pagina dal titolo "L'antiriciclaggio indaga sui finanziamenti sospetti al sindaco di Venezia" firmata da Giovanna Faggionato e Giovanni Tizian cita un report del servizio di anti-riciclaggio di Banca d'Italia che si interroga sulla scarsa trasparenza di un paio di versamenti realizzati da società della Holding Umana a favore di due associazioni politiche (sono Un'impresa in Comune e Associazione Venezia 20-25) riconducibili al Brugnaro politico. Accuse che, dallo staff del sindaco Brugnaro, respingono al mittente: «Sarà fatta chiarezza completa nelle sedi competenti e ci sono nuovi elementi per quella che si preannuncia come una causa milionaria bei confronti di chi mistificando la realtà cerca di mettere ombre e dubbi sugli elettori. Tra le altre cose tutto ciò a cui il Domani si riferisce risale a prima della fondazione del nuovo partito nazionale, avvenuta a luglio». Il report di Banca d'ItaliaStando al report della Banca d'Italia citato dal quotidiano per i funzionari ci sarebbe scarsa trasparenza in particolare su 768 mila euro versati tra il 2019 e il 2020, mesi prima che la campagna elettorale entrasse nel vivo e in anticipo rispetto al periodo per il quale candidati sindaci e consiglieri devono rendicontare le spese al vaglio della Corte d'Appello, e rispettare i tetti imposti dalle legge. A mettere al lavoro gli investigatori della Banca d'Italia è stata la segnalazione di un istituto di credito rispetto a una delle elargizioni liberali disposte da parte di Umana e Consorzio di Sviluppo Nord Est, entrambe riconducibili a Brugnaro imprenditore, nei confronti di un'Impresa in Comune con rappresentante legale Morris Ceron, da marzo direttore generale di Ca' Farsetti, cresciuto professionalmente e politicamente con Brugnaro, di cui è uomo di fiducia. E nei confronti di Venezia 20-25 dove c'è invece Stefano Schiavon, della vetreria Salviati di Murano, che fu acquistata da Umana nel 2015. Secondo il report rispetto a queste somme sarebbe carente la trasparenza sia da parte di chi ha elargito le somme, sia da parte di chi le ha ricevute, dal momento che entrambi avrebbero dovuto dichiarare e rendere pubbliche e trasparenti le somme date, con il diritto di godere della detrazione fiscale del 26%, e ricevute. Di quelle somme però Brugnaro, secondo le associazioni, non sarebbe stato il titolare effettivo. Quelle somme, se ne potrebbe dedurre, venivano usate quindi per mantenere viva l'attività politica delle due associazioni. Ma se Umana e il Consorzio avessero finanziato indirettamente la campagna elettorale di Brugnaro questo «non risulterebbe del tutto coerente con la finalità di rendere autonoma la gestione delle citate aziende rispetto agli interessi del medesimo Brugnaro, apparentemente perseguita mediante il trasferimento della proprietà delle stesse a un blind trust», si legge nel report citato dal Domani. L'ULTIMO MESE E LA CORTE DEI CONTIA leggere le spese del candidato sindaco Brugnaro nella relazione di 32 pagine del Collegio di controllo sulle spese elettorali della Corte dei Conti si scopre che la lista ha ottenuto finanziamenti da società private per un importo complessivo pari a 130.100 euro (di cui 2.600 ritenute irregolari), soldi sui quali il collegio ha ritenuto di non formulare particolari osservazioni. La legge impone dei limiti di spesa per le campagne elettorali nel comuni. In base al numero dei residenti e agli iscritti nelle liste elettorali, a Venezia nella campagna del 2020 questo limite per i candidati a sindaco era di 330 mila e 710 euro. È un tetto però facilmente superabile, per almeno due motivi: perché riguarda solo le spese dell'ultimo mese. E nulla vieta a un soggetto terzo di organizzare e pagare una festa o un incontro a favore di questo o quel candidato. «Erogazioni regolari»All'inchiesta del Domani lo staff del sindaco ha deciso di rispondere sottolineando che «a norma di legge, le imprese del Trust, come qualsiasi impresa in Italia, possono fare delle erogazioni liberali a qualsiasi associazione, partito, ente. Proprio perché c'è un Blind Trust, non è il sindaco a dover dare spiegazioni, eppure si continua su questo doppio binario» e che «la Commissione di garanzia per elezioni presso la Corte dei Conti ha certificato la correttezza dell'operato della lista Luigi Brugnaro sindaco». «Questi attacchi non a caso», sostengono dallo staff, «avvengono a poco più di una settimana dalla elezioni amministrative che vedono Coraggio Italia impegnata in modo particolare in Calabria con il chiaro intento di alterare il risultato». --Francesco Furlan© RIPRODUZIONE RISERVATA