Il cuore dei traffici via mare dalla Cina al Mediterraneo

L'ANALISIIl Recovery Plan riserva al settore delle infrastrutture e dei trasporti 31,4 miliardi di euro. Il vicepresidente dell'European Sea Ports Organisation Zeno D'Agostino, numero uno del porto di Trieste, è reduce da una riunione con il governo e i presidenti delle Authority italiane: «Draghi si sta muovendo con efficacia. C'è una forte accelerazione progettuale sui green port. Tuttavia l'Italia per essere protagonista nel Mediterraneo, attirando gli investimenti dall'estero, non deve concentrarsi solo sulla costruzione di infrastrutture ma deve candidarsi alla loro gestione», afferma collegato da remoto durante la presentazione dell'ultimo rapporto sull'industria marittima italiana a cura del Srm, il centro studi del gruppo Intesa Sanpaolo. Il report stima una crescita del 4,2% dei volumi di traffico marittimo per il 2021, con un ulteriore incremento del 3,1% nell'anno successivo. Il trasporto marittimo continua a sostenere lo sviluppo del commercio internazionale: il 90% delle merci viaggia infatti via mare e i trasporti marittimi e la logistica valgono circa il 12% del Pil globale. Nel 2021 i volumi di traffico potrebbero raggiungere i 12 miliardi di tonnellate, superando i livelli pre-Covid. Allargando l'orizzonte agli anni successivi, si stima che nel 2025 la movimentazione container a livello mondiale crescerà a ritmi del 4,8% medio annuo (Europa +3,9%) e raggiungerà 1 miliardo di Teu.Tuttavia come sottolinea Alessandro Panaro, curatore del rapporto, l'incidente che ha bloccato i traffici via Suez ha messo in evidenza le debolezze di una catena della logistica globale troppo fragile: «A causa del blocco del canale di Suez, che ha fermato 422 navi, abbiamo bruciato 2 miliardi di esportazioni». La crisi pandemica ha portato a una maggiore congestione dei porti, al rialzo dei noli, alle rotte cancellate mandando in corto circuito gli equilibri del traffico marittimo. Per questo gli autori del report sostengono che il gigantismo navale ha fatto il suo tempo: «Nei prossimi cinque anni il cuore dei traffici globali, dopo la Cina, tornerà nel Mediterraneo dove l'Italia già oggi è leader con 244 milioni di tonnellate e una quota di mercato del 37». --