Zaia scommette sulla holding Cav per il business delle autostrade

Albino SalmasoChiusa l'éra dei Benetton con la fine del monopolio di Atlantia in Aspi, nel business delle autostrade a Nordest sta per decollare la scommessa più ambiziosa del doge Luca Zaia, rieletto al terzo giro con il 76% dei voti: una holding delle autostrade controllata da Cav, la Spa creata nel 2008 in sinergia con Anas per gestire il Passante di Mestre, la A4 Padova-Venezia e la tangenziale che da Villabona porta fino all'aeroporto Marco Polo di Tessera. Un passo indietro. Al capolavoro di Galan, poi travolto dallo scandalo Mose, che ha messo fine ai 15 km di coda quotidiani sulla tangenziale di Mestre, un incubo che ha paralizzato il traffico per decenni fino a quando i Tir in marcia verso l'Europa dell'Est sono stati dirottati sul Passante. Con grande beneficio per i conti di Cav, che ha chiuso l'esercizio 2020 con un utile di 2,6 milioni di euro contro i 27 del 2019, con una perdita reale del 26% dei ricavi da pedaggi scesi a 117 milioni di euro contro i 151,7 del 2019. UTILE DI 2,6 MILIONIFinito l'incubo della pandemia, è tornato l'ottimismo con Zaia pronto a rilanciare il patto tra le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, allargato anche alla provincia di Trento. L'obiettivo della holding Cav è decisamente ambizioso: gestire in house le concessioni a scadenza della rete autostradale. Una sorta di micro Iri2 in salsa veneta con i soci pubblici che tornano a incassare i dividendi, dopo la stagione della privatizzazione con le Province della A4 Padova-Vicenza-Verona-Brescia che hanno venduto le loro quote per fare cassa. Insomma, la Lega fa dietrofront, mette le camicie verdi bossiane in armadio e indossa giacca e cravatta stile vecchia Dc per gestire i Cda con la promessa di investire gli utili sul territorio.L'EMENDAMENTO DI STEFANIIl cavallo di battaglia del Carroccio, inseguito nel 2017 con il referendum dell'autonomia costato 10 milioni di euro ma senza risultati concreti, ha tagliato il primo traguardo il 30 giugno scorso quando l'onorevole Alberto Stefani, segretario regionale voluto da Salvini, ha infilato nel decreto Semplificazioni l'emendamento che allarga il perimetro di Cav. Di cosa si tratta? L'emendamento 44.7, riammesso dopo la bocciatura in commissione Bilancio, consente a Concessioni autostradali venete(Cav) di "realizzare opere pubbliche con la relativa manutenzione su tutte le tratte autostradali venete". Cade quindi il vincolo che dal 2008 ha limitato il perimetro ai 74 chilometri del Passante A57 e A4 Padova-Mestre con la tangenziale fino a Tessera e si apre uno scenario nuovo, tutto da inventare per Cav, gestita da Luisa Serato.IL FEDERALISMO STRADALEPer uscire dal burocratese delle dinamiche parlamentari, Alberto Stefani parla di «attuazione del principio di federalismo infrastrutturale, un primo passo importante verso l'autonomia del Veneto. L'obiettivo è prendere in mano e gestire direttamente anche gli altri tratti autostradali che ricadono nel territorio regionale», conclude il deputato della Lega. La partita è tutt'altro che semplice: per decollare, la holding Cav ne dovrà superare di esami in Italia e poi in Europa. Il primo grande appuntamento si gioca nel 2026, quando scadrà la concessione della A4 Padova-Brescia ora gestita da Abertis. Il ministero delle Infrastrutture ha posto un vincolo al gruppo spagnolo di Florentino Perez, controllato dai Benetton: completare la A31 Valdastico fino a Rovereto, altrimenti si aprono le buste e addio gestione in house.L'ACCORDO CON FUGATTII soldi ci sono da tempo: A4 Holding in cassa conserva 3 miliardi per il project con cui completare la "Pirubi" dopo 50 anni ma si riparte da zero, con il progetto da rifare e il 2026 è ormai alle porte. Ecco perché l'asse Zaia-Fugatti è fondamentale per consentire al Veneto di partecipare alla gara quando si dovrà rinnovare la concessione della A4 Padova-Brescia, gallina dalle uova d'oro, con 380 milioni di veicoli-km al mese nel 2020 contro i 504 del 2019. In ballo c'è anche la gestione di Autobrennero, su cui il Veneto si tiene alla larga, mentre è tutto da definire l'assetto della rete Aspi. La A13 Padova-Bologna e la A27 Venezia-Belluno escono dall'orbita Benetton e Cav non vuole certo stare alla finestra.IL PATTO CON FEDRIGAIl destino di Cav-holding corre parallelo a quello di Autostrade Alto Adriatico, che gestirà la A4 Venezia-Trieste-Udine, con 170 milioni di veicoli-km al mese durante la pandemia. La società nata da Autovie Venete, controllata al 67% dal Friuli e al 33% dal Veneto, deve in primis completare la terza corsia e poi dare l'ok al projet da 250 milioni per l'Autostrada del Mare da Meolo a Jesolo: una scommessa che fa discutere i sindaci.--© RIPRODUZIONE RISERVATA