«Bocalon mi può togliere il record ma spero che Riccardo rimanga qui»

l'amarcordVENEZIAMattia, Paolo e Nicola: tre veneziani sulla tolda di comando con il Venezia nel cuore. Collauto e Poggi a livello dirigenziale, come direttore sportivo e responsabile dell'area tecnica della prima squadra (anche se Collauto continua a essere pure il responsabile del settore giovanile con il supporto di Fabiano Speggiorin), Marangon come allenatore della Primavera. Poggi ha vissuto l'ebbrezza dello spareggio di Cesena contro il Como e la promozione in Serie B nel 1991, ma insieme a Collauto ha vissuto anche gli anni più bui della storia recente del Venezia, Nicola Marangon è stato uno degli" eroi" di Walter Novellino, conquistando nel 1998 la promozione in Serie A: classe 1971, ha disputato tre stagioni e mezza in arancioneroverde, tra il 1996 e il 2000, collezionando 78 presenze e due gol, uno al Monza e e uno in Coppa Italia a Parma. Prima di arrivare al Venezia, Marangon aveva giocato con Bologna, Brescia, Ospitaletto, ancora Brescia e Verona; ha iniziato la carriera di allenatore come vice nell'Unione Venezia, prima di Paolo Favaretto e poi di Gianluca Luppi nel finale del torneo 2010-2011, guida la Primavera arancioneroverde dal 2018. Come è stata vissuta la serata della finale contro il Cittadella?«Sul piano emotivo sono stato coinvolto come se dovessi scendere in campo. Ho sofferto e gioito come quando dovevo stare fuori per infortunio o squalifica, solo che era in palio un traguardo importantissimo. Sono state emozioni molto forti, una partita vissuta quasi in apnea, il gol di Proia che ha rimesso in bilico il doppio confronto, l'espulsione di Mazzocchi che poteva compromettere la partita, fino all'apoteosi finale».Un po' di invidia? «Immagino le sensazioni che può aver provato Riccardo Bocalon, un veneziano che spinge il Venezia in Serie A. Immagino quello che avrei sentito io dentro di me al suo posto, anche ricordando i giorni successivi alla promozione. Purtroppo Zanetti e i suoi giocatori, non hanno potuto vivere quel "bagno" di folla che ci accolse in piazza San Marco dopo il pareggio con la Fidelis Andria che ci regalò il punto della promozione matematica. Ecco, mi dispiace che i tifosi abbiano dovuto vivere una stagione intera lontani dallo stadio».Un gol, quello di Bocalon, che può portare alla riconferma?«Mi auguro che possa rimanere al Venezia, anche se mi toglierebbe il record di essere finora l'unico veneziano del centro storico ad aver giocato con il Venezia in A».Analogie tra le squadre di Novellino e di Zanetti?«No, due allenatori e due squadre completamente diverse, anche se entrambe hanno portato in campo l'idea calcistico del proprio allenatore. Zanetti è diverso come carattere da Novellino, il modo di giocare anche, ma bisogna tener conto che sono trascorsi 23 anni tra la nostra promozione e questa, un tempo infinito per le dinamiche che animano adesso il calcio. Il Venezia di Novellino, ad esempio, aveva i due "cagnacci" in mezzo al campo, Iachini e Miceli, Zanetti ha potuto giostrare a suoi piacimento centrocampisti con caratteristiche diverse».Due promozioni arrivate inattese in base ai pronostici estivi.«Anche quel Venezia di Novellino non era partito con i favori del pronostico, Zamparini aveva inseguito a lungo la promozione, ma era sempre andata male. Il Venezia di Zanetti ha sempre giocato bene, proponendo un calcio molto propositivo, ma è uscito fuori alla distanza nella seconda parte della stagione, disputando playoff straordinari che alla mia epoca non esistevano. Noi partimmo fortissimo con una serie iniziale di vittorie impressionante, solo la Salernitana riuscì a tenere il nostro passo e poi scavalcarci nello scontro diretto al Penzo, i punti conquistati nel girone d'andata ci consentirono di gestire senza problemi la seconda parte del campionato».Come è stata la stagione alla guida della Primavera? «Sono soddisfatto del campionato che ha disputato la Primavera. Come classifica, abbiamo fatto peggio dell'anno scorso, come gioco meglio, superando anche tanti problemi, come il Covid nella fase iniziale del campionato, la sospensione e la ripresa. La squadra è cresciuta molto nel corso della stagione, siamo riusciti a battere il Verona, che è salito in Primavera 1, e il Brescia che ambiva al salto di categoria, con tante interruzioni non è semplice apprendere la mia metodologia di lavoro».Cambierà volto anche la Primavera?«Arriveranno tanti "internazionali", come ha anticipato Collauto, con l'inglese me la cavo, tanto che ho appena terminato di tradurre proprio in inglese il testo della metodologia che seguiamo nel settore giovanile, è uscito un volume bello corposo». -- Michele Contessa© RIPRODUZIONE RISERVATA